Avete già qualche programma per le vacanze? Ecco qualche piccolo suggerimento per trascorrere qualche giorno in armonia

Siamo alla fine della scuola e la bella stagione stenta, ma prima o poi arriverà. Le cronache di questi giorni non incoraggiano l’ottimismo. Abbiamo diversi morti in Romagna, l’Irlanda rende difficile il consumo di vino, la guerra in Europa orientale continua a mietere vittime e purtroppo, in generale, il mondo non sta vivendo una fase particolarmente brillante.

Proviamo a distrarci con le un argomento ludico; le vacanze! Perché questo spazio nasce qualche mese or sono proprio per stimolare alcune riflessioni ed alleggerire quei temi che giornalmente la cronaca ci propone. E poi, le vacanze sono davvero trasversali e hanno parecchio a che vedere con gli argomenti che ci sono cari.

In primo luogo, parliamo delle destinazioni. Vi invito a considerare i piccoli borghi. Spesso sono in collina, al riparo dalla calura, ed offrono tanto. Storia, castelli, mura medievali. E tante buone tradizioni della terra, i piatti del made in Italy, le eccellenze che vengono direttamente dal mondo rurale. E costituiscono un’occasione memorabile per andare tutti a riscoprire la lentezza.

Prendiamoci il tempo di passeggiare, di ascoltare il ritmo della natura. Concediamoci l’ebbrezza di usare trasporti amici dell’ambiente, come il treno o, perché no, riscopriamo i trekking, anche urbani. Ci aiuterebbe a sviluppare un rapporto sano e diretto con i borghi, le colline, le persone. Il mondo, la vita, è sempre più impersonale e fredda. Viaggiare slow permette di recuperare anche calore umano, non è poco.

E che dire, poi, della possibilità di riscoprire il piacere del turismo enogastronomico? Potrebbe essere una riconquista. Viviamo nel Paese più ricco di alimenti protetti, dop&igp. Siamo i più alti rappresentanti della Dieta Mediterranea, patrimonio mondiale dell’Unesco fin dal 2010. Siamo i più grandi produttori di vino ed i secondi al mondo per l’olio d’oliva. Insomma, non vi devo convincere.

D’estate, concediamoci qualcosa di più, anche a tavola. È il momento migliore per assaporare specialità locali e prodotti che non arrivano, per fortuna, alla grande distribuzione. Prodotti autentici, che ci parlano di territorio, di fatica, di tecniche tramandate di generazione in generazione.

Pensateci!

Mario Serpillo

Presidente Unione Coltivatori Italiani