Azione obbligatoria, sul modello di tutela usato con successo per Dop e Igp, per tutelare la qualità dei prodotti
Modello Dop e Igp contro pratiche sleali transfrontaliere che imprese e piccoli produttori sono costrette a subire da parte di acquirenti e catene della grande distribuzione, come anche da parte di centrali d’acquisto con sede al di fuori dell’Unione.

In seguito alla direttiva (Ue) 2019/633, adottata in Italia nel 2021 per assicurare una maggiore tutela contro ritardi nei pagamenti, modifiche o cancellazioni unilaterali degli ordini, rifiuti di contratti di acquisto scritti, Il Parlamento di Bruxelles ha approvato il regolamento che impone alle autorità nazionali di porre fine ex-officio a qualsiasi pratica sleale transfrontaliera nel territorio dello Stato membro.
L’obbligo di agire
Sarà obbligatorio intervenire per sanzionare pratiche diffuse, che intaccano la qualità dei prodotti, incentivano lo sfruttamento del lavoro, caporalato e pratiche non sostenibili. Parliamo di danni (a livello europeo dove circola un quarto degli scambi di prodotti alimentari) per oltre 10 miliardi l’anno, con costi aggiuntivi – per chi produce – quantificabili in 5 miliardi di euro.
Il regolamento emanato pochi giorni fa impone ai 27 di collaborare condividendo informazioni, effettuando indagini o ispezioni congiunte, interrompendo e sanzionando le pratiche sleali. Gli Stati membri con approcci più organici (l’Italia, la Francia o la Spagna) potranno applicare le nuove norme anche per indagare e porre fine a pratiche sleali vietate a livello nazionale (come il divieto di vendita sotto i costi di produzione), che vanno oltre le sedici vietate dalla direttiva del 2019.
Le stesse modalità di collaborazione verranno applicate contro pratiche subite da produttori di Paesi terzi, o imposte da acquirenti di Paesi extra-Ue (ad esempio, grandi distributori, catene di supermercati, grossisti e intermediari commerciali), per garantire una forma di tutela contro i comportamenti sleali adottati da centrali d’acquisto con sede al di fuori dell’Unione.
Il sistema di allerta rapido
L’ambizioso progetto di collaborazione poggia su di un sistema di allerta rapido (basato sul sistema d’informazione del mercato interno – Imi) condiviso tra Bruxelles e Authority nazionali. Il database raccoglierà tutte le informazioni, le segnalazioni e le misure di contrasto adottate, garantendo reazioni coordinate e rapide. Le informazioni raccolte confluiranno nel rapporto annuale predisposto da ogni Stato membro, per monitorare i comportamenti sleali più diffusi e valutare l’efficacia del regolamento, dopo tre anni di applicazione.

Il significato politico
Appare chiaro il significato politico che si sta inviando; i produttori non saranno più costretti a sottomettersi alle richieste e ai comportamenti ingiusti dei grandi acquirenti e commercianti. Il nuovo regolamento dovrà essere adottato dal Consiglio della Ue. Si applicherà 18 mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue.