Al porro del Polesine le cose vanno piuttosto bene: la domanda continua ad essere sostenuta e le quotazioni interessanti. Ottimistiche anche le valutazioni per l’anno appena cominciato: l’ortaggio promette bene; le previsioni dicono che si potrebbero superare nel corso dell’anno le 4 mila tonnellate, il dato produttivo che generalmente viene indicato per l’area del Polesine.
Sono stime confermate da OPO Veneto, l’organizzazione di produttori ortofrutticoli che a Lusia, terra di orti tra i fiumi Po ed Adige, ha uno dei suoi poli produttivi, di raccolta e di commercializzazione.

E’ questo, dunque, il momento più felice per il porro poichè i consumi hanno il segno positivo.  L’ortaggio (allium porrum) appartiene alla famiglia delle Liliacee è per gusto molto vicino alla cipolla, della quale ha un gusto più delicato, tanto da essere chiamato “la cipolla gentile”. Dal Polesine arriva la qualità particolarmente pregiata; è ricco di vitamine e di minerali ed è indicato per contrastare una lunga serie di malanni, quali il colesterolo, le anemie, i reumatismi, forme di artrosi, stitichezza e insonnia. E’ ritenuto efficace per prevenire lo sviluppo di tumori e stimolare il sistema immunitario oltre che per favorire la freschezza della pelle; ha sempre avuto fama di pianta medicamentosa. Gli antichi romani, che ne appreso l’impiego dagli Egizi, lo ritenevano anche un valido afrodisiaco.