Il caldo di questi giorni fa incrementare la preoccupazione per il pomodoro da industria, presente soprattutto in Emilia, le alte temperature stanno procurando aborti fiorali nei campi dove inizia ad affacciarsi anche lo spettro siccità.

Questi eventi si sommano alle grandinate dei giorni scorsi che hanno fatto riscontrare gravi danni in varie zone della Pianura Padana. Tutto fa pensare, quindi, ad una campagna non semplice e con la prospettiva di rese in calo. Tra gli operatori della filiera del pomodoro da industria del Nord comincia a farsi strada la  preoccupazione di non vedere rispettato il normale andamento produttivo con perdite che, potrebbero raggiungere anche il 10% del quantitativo contrattato.

Ma non basta. Se da un lato una primissima stima rivela un calo delle superfici realmente trapiantate tra il 3 e il 4% rispetto al dato previsto sui contratti, dall’altro, il conteggio dei danni provocati dalle grandinate del 14, 19 e 22 giugno nelle provincie di Mantova, Cremona, Reggio Emilia e Ravenna, ha fatto comprendere che i campi precoci e medio-precoci colpiti sono totalmente distrutti e non verranno raccolti, mentre per gli impianti tardivi occorre verificare la loro capacità di ricaccio vegetativo.

In ogni caso si tratta di impianti che hanno perso l’originaria capacità produttiva ed andranno, con un po’ di fortuna, verso una maturazione molto tardiva. In questo quadro si inserisce il danno del caldo torrido che sta mettendo sotto scacco i campi in questi primi giorni di luglio ed il relativo spettro della siccità.