L’operazione ”Free Duck” a tutela dell’avifauna migratoria ha portato a ventuno persone denunciate, diversi uccelli imbalsamati illegalmente e utilizzati come richiami, ritrovamento di 50 postazioni fisse situate al margine di terreni appositamente allagati e sanzioni per oltre 20mila euro.
La vasta attività antibracconaggio è stata condotta nel casertano dal personale del Corpo forestale dello Stato, unitamente al personale del Nucleo operativo antibracconaggio di Roma e del Comando Provinciale di Caserta.
La caccia dell’avifauna migratoria, in particolare trampolieri e anatre, si concentra prevalentemente nei comuni di Grazzanise, Castelvolturno, Villa Literno, Mondragone e viene praticata con il supporto di richiami acustici e con le postazioni fisse situate al margine di terreni appositamente allagati, le cosiddette “vasche”.
Gli uccelli che percorrono la direttrice migratoria tirrenica per tornare nei luoghi di riproduzione vengono attratti nelle vasche grazie a dei suoni che riproducono i versi tipici del corteggiamento. Sono proprio i richiami che hanno reso possibile scoprire i bracconieri, ai quali sono stati contestati diversi reati tra cui i fucili modificati in modo da ottenere una maggiore potenza di fuoco.