Straordinaria partecipazione in Piemonte alla campagna di raccolta e riciclo di tappi in sughero “Etico”, ideata da Amorim Cork Italia.

Straordinaria partecipazione in Piemonte alla campagna di raccolta e riciclo di tappi in sughero “Etico”, ideata da Amorim Cork Italia. In un solo anno di attività Libera Piemonte, associazione impegnata contro le mafie, ha raccolto oltre 7 tonnellate di tappi in sughero in tutto il territorio regionale e in particolare nell’astigiano.

Un ingente impegno che ha come finalità il contributo al progetto “Cascina Graziella”, un casolare a Moncalvo, nel Monferrato astigiano, confiscato alla mafia dalla magistratura e dato in gestione a Libera. Una volta restaurato, anche grazie ai fondi ottenuti dalla vendita dei tappi in sughero raccolti, diventerà casa di accoglienza per donne in difficoltà. Attualmente il casolare ha subito il restauro del tetto, della struttura muraria e il consolidamento delle fondamenta ma manca ancora circa il 50% del lavoro: tutta l’impiantistica e la messa in sicurezza degli spazi che necessiteranno di adeguarsi a particolari normative dato che all’interno verrà ospitata una comunità terapeutica.

Fondamentale il contributo della cooperativa del carcere di Bollate (Milano) che vede i carcerati impegnati nello smistamento dei tappi. Il progetto Etico è nato nel 2011 e si è diffuso velocemente nel territorio nazionale coinvolgendo numerose onlus in prima linea nella promozione dell’iniziativa e nella raccolta. Finora sono state raccolte più di 90 tonnellate di tappi tra Veneto, Lombardia, Piemonte, Friuli e Toscana il cui ricavato è stato interamente devoluto alle onlus coinvolte.

La cascina è dedicata a Graziella Campagna, una ragazza siciliana di 17 anni uccisa con cinque colpi di lupara. Graziella era nata il 3 luglio 1968 e faceva la stiratrice in una lavanderia di Villafranca Tirrena (Messina). Qualche giorno prima della sua esecuzione Graziella aveva tirato fuori un'agendina dalla camicia che un mafioso locale le aveva consegnato in lavanderia. Tra le mani di Graziella passarono i segreti che nessuno doveva sapere. Nel 2004 i colpevoli dell'omicidio di Graziella vennero condannati all'ergastolo


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