La fiducia dei consumatori europei dopo lo scandalo carne equina

“I risultati di oggi hanno confermato che si tratta di una questione di frodi alimentari e non di sicurezza alimentare.

“I risultati di oggi hanno confermato che si tratta di una questione di frodi alimentari e non di sicurezza alimentare. Ripristinare la fiducia dei consumatori europei e dei partner commerciali della nostra catena alimentare è oggi di vitale importanza per l’economia europea, dato che il settore alimentare è il più grande singolo settore economico dell’Ue”.

Il commissario Ue per la Salute ei consumatori Tonio Borg commenta i risultati dei test del Dna tesi a verificare la presenza di carne di cavallo negli alimenti e di eventuali farmaci. “Nei prossimi mesi, la Commissione proporrà di rafforzare i controlli lungo la filiera alimentare”. La sperimentazione coordinata a livello europeo per il DNA di carne equina e phenylbutazone1 a seguito dello scandalo della carne equina ha rivelato che meno del 5 per cento è risultato positivo al DNA di cavallo e che circa lo 0,5 per cento delle carcasse equine testate sono risultate contaminate con Bute.

Il numero di test che sono stati effettuati per rilevare il grado di errore di etichettatura variava tra 10-150 campioni a seconda delle dimensioni del paese UE e sui consumi. I criteri per il campionamento Bute è stato effettuato su un prelievo ogni 50 tonnellate di carne di cavallo, con un minimo di 5 prove. Alcuni Stati membri hanno superato il numero di test raccomandati dalla Commissione.

Le autorità competenti nei 27 paesi dell’Unione europea hanno effettuato 7259 test di cui 4.144 testati per la presenza di DNA carne di cavallo e 3.115 testate per la presenza di fenilbutazone. Di questi, 193 hanno rivelato tracce positive di carne equina DNA (4,66%) e 16 hanno mostrato tracce positive di Bute (0,51%). Inoltre, gli Stati membri hanno riferito di ulteriori 7.951 test per la presenza di DNA carne equina eseguita da operatori privati del settore alimentare (produttori, trasformatori e distributori).

Di questi, 110 contenevano DNA equina (1,38%). I campioni positivi di DNA di cavallo contaminato da livelli molto bassi di bute rappresenta una piccola parte della produzione complessiva dell’Unione europea. Questi risultati corrispondono alla dichiarazione congiunta pubblicata dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA), il 15 aprile 2013, che ha concluso che i rischi associati a Bute erano di “bassa preoccupazione per i consumatori a causa della bassa probabilità di esposizione e la bassa probabilità complessiva di effetti tossici e che, in un dato giorno, la probabilità di un consumatore di sviluppare anemia aplastica per essere stato esposto a fenilbutazone, è stimabile variare approssimativamente da 2 in un trilione di 1 a 100 milioni.

Dopo i risultati di oggi, la Commissione europea e gli esperti degli Stati membri si dovranno nuovamente incontrare il 19 aprile per discutere l’eventuale estensione, tra le altre questioni, di questo piano di monitoraggio coordinato dell’UE in materia di controlli, concordato il 19 febbraio 2013. Al fine di indagare su eventuali pratiche fraudolente e per accrescere la fiducia dei consumatori.