Numeri che fanno riflettere provengono da un sondaggio su base europea. Ben il 94 per cento dei giovani italiani tra i 18 e i 34 anni non ha fiducia nella politica, il numero più elevato tra 18 Paesi Ue, cui seguono Francia e Grecia, entrambe al 92 per cento.

La maggior parte dei nostri giovani ritiene che la scuola non prepari adeguatamente al mondo del lavoro dove, una volta arrivati, non si è valorizzati e adeguatamente retribuiti. Sono i principali risultati di ‘Generation What Europe‘, sondaggio condotto su centinaia di migliaia di giovani tra i 18 e i 34 anni in 18 Paesi Ue – in Italia circa 114mila con oltre 10 milioni di singole risposte – dall’Unione europea di radiodiffusione (Uer) di cui fa parte l’italiana Rai.

Non basta; 6 giovani italiani su 10 non hanno alcuna fiducia nei politici, il 35 per cento ne ha poca e nessuno si fida ciecamente. Il 26 per cento pensa che tutti i politici siano corrotti, il 69 per cento ritiene che lo siano alcuni e solo il 5 per cento che il fenomeno sia limitato. Scarsa fiducia anche nella giustizia: il 25 per cento dei giovani non ne ha alcuna, il 46 per cento poca e solo il 4 per cento si fida completamente. Male anche la speranza nell’Europa, con il 19 per cento che non ci vede nulla di buono, il 41 per cento piuttosto pessimista e solo il 7 per cento completamente ottimista.

Tuttavia il 74 per cento dei giovani italiani continua a considerarsi anche europeo. Per quanto riguarda il lavoro, la maggior parte dei giovani italiani occupati (31 per cento) ritiene che il proprio stipendio non sia in linea con le proprie competenze professionali, percentuale che sfuma fino a raggiungere il 5 per cento che si ritiene soddisfatto. Questo dato contribuisce a un sentimento di frustrazione che vede il 28 per cento dei giovani lavoratori non ritenersi adeguatamente ricompensato dei propri sforzi. I giovani si dicono scontenti del sistema scolastico italiano: il 39 per cento ritiene che questo non prepari assolutamente all’ingresso nel mondo del lavoro e il 25 per cento che non garantisce a tutte le stesse opportunità. La maggior parte dei giovani (72 per cento) pensa che la formazione dovrebbe essere interamente a carico dello stato e non personale (28 per cento). Giovani divisi sulla visione del proprio futuro: a fronte di un 43 per cento che immagina un futuro positivo, un 38 per cento si dice invece piuttosto pessimista.

Per quanto riguarda la sfera personale, il 32 per cento degli italiani ritiene che il matrimonio sia solo un pezzo di carta mentre la maggior parte (75 per cento) ritiene importante avere dei figli. Al ribasso anche la religione, con l’86 per cento che pensa di poter essere felice anche senza alcun credo religioso.


Andrea