In un incontro con la Presidenza greca, il Copa-Cogeca ha indicato quali punti chiave devono essere presenti negli atti delegati della politica agricola comune (PAC), avvisando che le misure dell’inverdimento in seno alla riforma non devono portare a un maggiore ritiro dalla produzione e che l’accordo politico raggiunto l’estate scorsa sulla riforma deve essere rispettato.

Discutendo a Bruxelles con il ministro greco dell’Agricoltura, il Presidente del Copa, Albert Jan Maat, ha insistito: “Esorto la Commissione europea, gli eurodeputati e il Consiglio a garantire che gli atti delegati della PAC non portino a un maggiore ritiro dalla produzione di terre arabili. Ciò è inaccettabile, in particolare ora che la domanda alimentare è in aumento, gli stock sono bassi e i mercati sono volatili. Dobbiamo anche garantire che nella riforma sia rispettato un approccio comune e garantire una parità per gli agricoltori. Chiedo inoltre alla Commissione di monitorare l’attuazione della nuova PAC nel 2015 e di fare delle proposte per migliorarla, se necessario”.

Tuttavia ha avvisato che un rifiuto totale degli atti delegati non è auspicabile poiché impedirebbe agli agricoltori di fare piani di investimento per il futuro causando troppa incertezza. Il sig. Maat ha poi discusso delle proposte della Commissione di riforma della politica di promozione dell’UE, presentando serie inquietudini sul fatto che la Commissione prevede di eliminare l’opzione di cofinanziamento nazionale delle campagne di promozione. Questo punto è stato evidenziato da molti ministri europei dell’Agricoltura. “Il cofinanziamento degli Stati membri deve essere mantenuto al livello attuale, vale a dire volontario fino al 30%, poiché offre modelli di finanziamento che possono essere adattati alla maggior parte degli Stati membri e gruppi di prodotti di base”, ha dichiarato il sig. Maat. Egli ha comunque accolto con favore molti aspetti della proposta insistendo sul fatto che semplificherà fortemente le procedure amministrative e ridurrà la burocrazia per l’industria. Siamo anche lieti del fatto che le misure di promozione si incentreranno sia sul mercato interno che su quello esterno. La politica di promozione svolge un ruolo importante contribuendo a garantire che i prodotti agricoli europei siano riconosciuti sia in Europa che nel mondo e ciò sarà cruciale nelle opportunità che si presenteranno in futuro nelle economie emergenti.

“Tuttavia le stesse norme devono essere applicate sia dentro che fuori dall’UE affinché vi siano campagne di informazione e di promozione a livello interno ed esterno”, ha insistito. Egli ha anche esortato la Commissione ad essere ragionevole nella valutazione dei programmi. Quando vi è un problema e se la Commissione impone delle sanzioni è l’agricoltore a dover pagare. Un altro punto chiave della posizione del Copa-Cogeca è di rendere possibile la promozione dell’origine di un prodotto quando non è coperta dalla legislazione europea sulla qualità e quando si tratta di un messaggio secondario e il sig. Maat ha accolto con favore il fatto che ciò sia stato incluso nella proposta della Commissione. Egli ha anche riconosciuto con piacere che le nostre richieste in merito ai marchi e sulla necessità di rendere la politica più flessibile per permettere di trovare delle soluzioni pragmatiche nei programmi europei sono state prese in considerazione nella proposta della Commissione.

“Per quanto concerne la lista dei prodotti ammissibili alle campagne di promozione, il Copa-Cogeca accoglie favorevolmente il fatto che la Commissione prevede di includere tutti i prodotti agricoli ed alcune derrate alimentari che utilizzano ingredienti agricoli (come elencato all’allegato I del regolamento (UE) n. 1151/2012) purché si tratti di ingredienti agricoli di origine europea”, ha dichiarato.

Reagendo alla relazione delle Commissione europea sull’attuazione del programma Frutta e verdura nelle scuole, il sig. Maat ha indicato che il sistema funziona e che le organizzazioni di produttori, come le cooperative, devono essere incoraggiate per permettere agli agricoltori di ricevere un maggior guadagno dai loro prodotti e aggiungere valore alla loro produzione. La relazione dimostra che la parte totale del valore della produzione ortofrutticola europea commercializzata dalle organizzazioni di produttori, come le cooperative, è aumentata fortemente tra il 2008 e il 2010 dopo la riforma del 2007 per raggiungere il 43,9%. “Ciò corrisponde alla nostra visione. Le recenti crisi alimentari hanno dimostrato che i produttori membri di organizzazioni di produttori hanno subito meno danni rispetto a coloro che lavorano da soli. Ciò dimostra che il sistema funziona bene, deve essere mantenuto e migliorato. La burocrazia deve essere ridotta e le certezze giuridiche sulle norme per le organizzazioni di produttori devono essere migliorate. Le organizzazioni di produttori necessitano un quadro politico stabile e affidabile per far fronte alle future sfide”, ha aggiunto.

In conclusione il sig. Maat ha accolto favorevolmente il fatto che i risultati del forum globale sull’agricoltura familiare siano stati presentati durante la riunione. Le aziende a conduzione familiare svolgono un ruolo cruciale nel garantire derrate alimentari di qualità i consumatori, crescita e posti i lavoro. Esse sono la spina dorsale delle zone rurali e rappresentano un motore di crescita e occupazione nelle zone rurali. Vogliamo garantire che le aziende agricole a conduzione familiare, siano esse di piccole o grandi dimensioni, intensive o estensive, abbiano un futuro competitivo e una qualità della vita paragonabile a quella di altri settori e siano capaci di attrarre i giovani. Per fare ciò, devono essere create le giuste condizioni per l’istituzione di organizzazioni di produttori, come le cooperative agricole, onde permettere agli agricoltori di unire le forze per la commercializzazione dei loro prodotti e di gestire meglio l’estrema volatilità del mercato. Ha poi espresso serie preoccupazioni sul divieto imposto dalle autorità russe sulle esportazioni di carne suina europea indicando che questo divieto dovrebbe essere tolto.C’è stato poi l’invito ai ministri europei a seguire attentamente l’atterraggio morbido delle quote latte. Mentre a livello mondiale la domanda di prodotti lattiero-caseari è elevata, gli agricoltori europei devono pagare una sanzione. È necessario analizzare le possibilità in seno al sistema per trovare soluzioni adeguate, ha dichiarato. Il correttivo sulla materia grassa potrebbe essere un buon strumento. Egli ha poi esortato la Commissione europea ad agire urgentemente per bloccare le importazioni nell’UE di agrumi contaminati da macchia nera provenienti dal Sudafrica nel 2014 in seguito alla pubblicazione della nuova relazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Il monitoraggio deve essere aumentato per proteggere l’UE dalle importazioni del Sudamerica e il sistema fitosanitario europeo dovrebbe essere rinforzato, ha aggiunto.