Il Consiglio di Stato ha bocciato l’aumento del 7% sulle bollette dell’acqua, legato alla remunerazione del capitale investito, definendolo non “coerente” con il quadro normativo uscito dal referendum del 12-13 giugno 2011.

E’ quanto fa sapere il Codacons, rilevando come il criterio “dell’adeguatezza della remunerazione dell’investimento” sia “in contrasto” con il referendum. Ora, aggiunge l’associazione, “i soldi indebitamente incassati dai gestori dal 21 luglio 2011 (data di proclamazione della vittoria referendaria) vanno immediatamente, ossia nella prima bolletta utile, restituiti al consumatore con tanto di interessi legali, altrimenti scatteranno le azioni legali”.

Secondo il Codacons, però, va rivista anche la nuova delibera dell’Authority del 28 dicembre 2012, eliminando il riconoscimento di costi a priori e l’aggiornamento automatico dei costi operativi all’inflazione. Un conto, sostiene l’associazione dei consumatori, è che la tariffa copra tutti gli effettivi aumenti di costi legati all’aumento reale dei prezzi pagati dai gestori, un conto è prevedere, ex ante, un meccanismo di indicizzazione dei prezzi che reintroduce, surrettiziamente, quanto il Consiglio di Stato ha definito illegale.