Il Sistema di Allerta Rapida RASFF, in vigore ormai da 35 anni, costituisce un punto di riferimento preciso per garantire la sicurezza alimentare dei consumatori europei e ciò è confermato anche dalla annuale relazione.
Questa evidenzia che nel 2014, per le complessive 3.157 notifiche trasmesse attraverso il RASFF, 751 sono state classificate come allarme (Allerte), 410 come informazioni di follow-up (informazioni tecniche dipendenti dall’allarme originale ma non un nuovo allarme), 623 come informazioni per l’attenzione in quanto riguardanti alimenti che ancora non avevano raggiunto i consumatori e 1.373 come notifica di respingimento alla frontiera di prodotti potenzialmente pericolosi.
Rispetto al 2013, alcune importanti differenze sono evidenti. Le notifiche di allarme sono aumentate di oltre il 25%, mentre gli altri tipi di notifica sono stati minori. Le cifre complessive presentano un significativo 1,1% di diminuzione delle notifiche originali rispetto al 2013 ma un aumento del 14,6% delle notifiche di follow-up, determinando un aumento complessivo del 8,7%.
Le conclusioni della Commissione affermano che il RASFF è maggiormente focalizzato sul suo compito di prevenire i rischi dei consumatori, aumentando l’efficienza e il coordinamento tra Stati membri, evidente in base alle aumentate comunicazioni di follow up.
Creato nel 1979, il RASFF consente di disporre di informazioni da condividere in modo efficiente tra i suoi membri (UE-28 le autorità nazionali per la sicurezza alimentare, della Commissione, l’EFSA, l’ESA, Norvegia, Liechtenstein, Islanda e Svizzera) e fornisce un servizio di round-the-clock per garantire che urgenti notifiche vengano inviate, ricevute e venga sollecitamente risposto collettivamente. Grazie al RASFF, molti rischi per la sicurezza alimentare sono stati evitati prima di diventare potenzialmente dannosi per i consumatori.
Informazioni vitali scambiate attraverso il RASFF possono portare all’immediato ritiro dal mercato di prodotti ritenuti pericolosi per la sicurezza agroalimentare dei consumatori.
Il portale dispone di una banca dati consultabile online. La relazione annuale 2014 dimostra che il RASFF si concentra sempre più su una migliore collaborazione tra gli Stati membri per affrontare gravi rischi per la salute.
L’Italia contribuisce alla banca dati in maniera determinante in quanto è in cima alla classifica dei Paesi che effettuano il maggior numero di segnalazioni a conferma anche della validità e dell’efficienza del nostro sistema di controllo. In particolare l’Italia nel 2014, ha trasmesso 506 notifiche pari al 16,3% del totale comunitario, ben più di Germania (332), e Regno Unito, Francia, Olanda, Belgio, Spagna e Danimarca. Anche la tipologia del rischio segnalato dall’Italia è risultata essere abbastanza eterogenea, con le maggiori irregolarità dovute a contaminazioni microbiologiche, tra le quali si segnalano le 16 notifiche per presenza di Salmonella, seguita da Listeria monocytogenes.
Per quanto riguarda le categorie di prodotti, le principali non conformità sono state riscontrate nella frutta e vegetali, nei prodotti della pesca, nell’alimentazione animale e nella frutta secca (principalmente per micotossine, attraverso respingimenti della merce ai porti).
Infine per quanto concerne le 89 notifiche riguardanti i prodotti nazionali, si precisa che 61 segnalazioni sono state trasmesse da altri Stati Membri, mentre le restanti sono pervenute attraverso la vigilanza nazionale, trattandosi di prodotti ridistribuiti in ambito europeo o extra europeo.
La tipologia dei prodotti irregolari è eterogenea. Il maggior numero di notifiche ha riguardato i prodotti della pesca, seguiti dall’alimentazione animale e dai prodotti a base di latte. Tra le regioni di provenienza dei prodotti italiani segnalati come a rischio, spicca il Veneto seguita dalla Lombardia e dall’Emilia e Romagna.