Benefici fino a 11mila euro per i privati e 20mila per le microimprese. Dall’Isee alla rottamazione, ecco cosa dovete sapere

Tornano gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche. Dovrebbero essere disponibili 597 milioni di euro per sostituire oltre 39mila veicoli inquinanti con altrettanti mezzi elettrici. In Italia solo il 5% delle nuove auto immatricolate nel primo trimestre 2025 è elettrico, rispetto alla media Ue del 17 per cento.

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Incentivi, come ottenerli

In equilibrio fra requisiti Isee, equità sociale e transizione verde, il nuovo sistema di incentivi prova a introdurre un principio di equità sociale rimodulato: ad accedere ai maggiori benefici previsti dall’Ecobonus 2025 saranno le famiglie con Isee fino a 30mila euro che potranno ottenere 11mila euro di sconto, mentre quelle con Isee fino a 40mila euro riceveranno fino a 9mila euro di benefici, sempre per l’acquisto di un’auto completamente elettrica: dai nuovi incentivi sono escluse tutte le altre motorizzazioni, ibridi inclusi.

Si prova a garantire l’accesso alla mobilità elettrica anche ai redditi più bassi, dunque, con la rottamazione di un veicolo inquinante che dovrebbe restare (almeno così sembra) una condizione imprescindibile per accedere ai benefici. Gli incentivi statali prevedono un limite di prezzo per i veicoli acquistabili, un limite non ancora fissato ma che le indiscrezioni pongono tra i 35 e i 45mila euro; ulteriori dettagli saranno resi noti quando sarà varato il decreto attuativo.

Consigli pratici su come prepararsi per accedere agli incentivi 2025 

Gli incentivi statali verranno riconosciuti direttamente nelle concessionarie, che devono registrarsi alla piattaforma. I fondi sono limitati e appena la piattaforma sarà online è probabile che si ripeterà la corsa alle prenotazioni già vista in passato. Meglio agire d’anticipo, ecco come in 4 mosse:

-Richiedere l’attestazione dell’Isee (Il Caf Uci è a vostra disposizione);

– Verificare la disponibilità di un’auto vecchia da rottamare;

– Informarsi sull’offerta di modelli elettrici di vari marchi;

– Fissare una prova dal concessionario.

Microimprese, accesso agli incentivi

Il programma previsto dal Governo non si limita ai privati. Nell’intervento a supporto di una maggior diffusione della mobilità elettrica rientrano anche le microimprese per l’acquisto di veicoli commerciali (categoria N1 e N2) sempre a emissioni “zero”; il contributo sarà pari al 30 per cento del valore del veicolo elettrico con un limite massimo di 20mila euro.

Il tema della qualità dell’aria è fondamentale

Una decisione che riconosce il ruolo cruciale del trasporto merci urbano per la qualità dell’aria delle nostre città. Città che, secondo il recente report Mal’Aria di città 2025 di Legambiente, non stanno benissimo: il 71 per cento dei capoluoghi italiani supera già oggi i nuovi limiti europei per il PM10, mentre quasi il 50 per cento supera quelli per l’NO₂ il biossido di azoto.

Incentivi e aree critiche: il possibile focus geografico dell’Ecobonus

Gli incentivi non saranno distribuiti uniformemente su tutto il territorio nazionale. Il programma prevede la sostituzione di 39mila veicoli a combustione interna nelle aree più inquinate del Paese, fra queste la Pianura padana. Ad oggi non si conoscono ancora i dettagli, ma l’Ecobonus dovrebbe privilegiare i soggetti residenti in aree urbane di media-grande dimensione e in quelle più soggette a pendolarismo. Una strategia che, se confermata, prova a concentrare le risorse dove l’emergenza smog è più acuta.

Su questo il Piano di azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria approvato il 23 giugno dal Consiglio dei ministri dovrebbe da un canto fornire nuovo slancio mirato al benessere e alla salute delle persone, dall’altro servirà per adeguare l’Italia agli obblighi europei agendo su agricoltura, mobilità, edifici e sensibilizzazione: poco meno di 2 miliardi e mezzo di euro investiti per migliorare la qualità dell’aria del nostro Paese.

La Pianura padana potrebbe essere privilegiata

Ma torniamo alla missione dell’Ecobonus 2025, che grazie a questa scelta geografica sembra riflettere  finalmente una maggior comprensione scientifica del problema: privilegiare il passaggio alla mobilità elettrica in aree come la Pianura padana, dove si registrano sistematicamente i livelli di inquinamento atmosferico più elevati d’Europa, significa rendere più concreto e urgente anche il  rinnovamento del parco auto circolante che in Italia, lo ricordiamo, con una media di oltre 13 anni è fra i più anziani d’Europa.

Poi bisognerebbe agire anche sull’efficientamento del trasporto pubblico locale, dei percorsi casa-scuola e casa-lavoro e sullo sviluppo della sharing mobility. Ma su questo arriveranno maggiori dettagli.


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