Conclusa la 23ma riunione annuale dell’Iccat- International commission for the conservation of atlantic tunas
Al termine della 23ma riunione annuale dell’Iccat- International commission for the conservation of atlantic tunas a Citta’ del Capo in Sud Africa, la Commissione internazionale che si occupa della gestione della pesca del tonno e di altri pesci pelagici dell’Atlantico e del Mediterraneo, il Wwf “accoglie con favore la decisione di rispettare i dati scientifici e non incrementare le quote di pesca del tonno rosso nel Mediterraneo (che restano a 13.400 tonnellate), ma deplora il fatto che i negoziati non abbiano determinato una maggiore protezione degli squali“.
Come il Wwf sta dichiarando da molti anni, “l”allevamento e’ uno degli aspetti meno controllati nel business tonno rosso– dichiara Marco Costantini responsabile Mare Wwf Italia- quest’anno, in un allevamento di tonno del Mediterraneo, in cui le autorita’ di controllo hanno utilizzato il metodo di valutazione basato sulle immagini stereoscopiche, sono stati trovate e denunciate fino a 550 tonnellate di tonni vivi pescati illegalmente”.
Questa cifra “e’ superiore alla quota nazionale di molte nazioni dell’Iccat e mostra una situazione che preoccupa- dice Costantini- e che rende i meccanismi per affrontare e garantire il rispetto delle misure di gestione cruciali per la credibilita’ dell’Iccat”.