Domanda debole nonostante grande qualità del prodotto

L’uva continua a soffrire; nella Gdo italiana e settembre ha accentuato una tendenza già negativa. Nel progressivo 2026, tra ipermercati e supermercati, l’uva registra un -9% a volume e un -7% a valore.

E quanti si aspettavano una riscossa a settembre sono rimasti delusi; è peggiorato ulteriormente il quadro, con vendite in calo del 16% sia a volume sia a valore rispetto ai 12 mesi precedenti. Emerge dal Quick Service Monitor Ortofrutta Agroter su base Circana Liquid Data.

L’uva in vendita nella gdo – immagine generata con ausilio di strumenti di A.I.

Settembre, niente inversione

L’andamento delle ultime settimane conferma la difficoltà. Dopo un agosto chiuso a -6% a volume e -8% a valore, nella week 38 entrambi gli indicatori scendono del 19%. La week 39 peggiora ancora leggermente: -20% a volume e -19% a valore. Settembre si assesta così a -16% su entrambi i fronti, mentre il progressivo dell’anno resta a -9% a volume e -7% a valore.

La frutta cresce, l’uva va in controtendenza

Il confronto tra frutta in generale e l’uva rende ancora più impietoso lo scenario. A settembre, mentre l’uva perde il 16% dei volumi, la frutta cresce dell’1%. Il divario si conferma anche nel progressivo 2026: uva -9%, frutta +2%. E nelle ultime settimane la forbice è ancora più ampia: nella week 38 l’uva segna -19% contro il -5% della frutta, nella week 39 -20% contro -7%.

Il peso imposto soffre più dello sfuso

Interessante anche la lettura per modalità di vendita. A settembre il peso imposto perde il 28% dei volumi, contro il -7% del peso variabile. Nella week 38 il divario era addirittura di 24 punti, con -32% contro -8%, mentre nella week 39 si passa rispettivamente a -27% e -13%.

Un dato che merita attenzione, anche perché una parte rilevante dell’uva commercializzata a peso imposto è rappresentata dalle varietà senza semi, tipologia sulla quale negli ultimi anni si sono concentrate aspettative importanti in termini di appeal e capacità di intercettare le nuove preferenze di consumo.

Nel progressivo 2026 la distanza si riduce: -7% per il peso imposto e -10% per il peso variabile. Ma proprio la forte flessione del confezionato nelle settimane centrali della campagna rappresenta uno degli elementi più significativi del quadro.

Prezzi stabili, il problema resta nei volumi

Sul fronte dei prezzi non emergono invece tensioni particolari. Dopo il -2% di agosto, il prezzo medio dell’uva resta stabile nella week 38 e cresce dell’1% nella week 39. Settembre chiude senza variazioni rispetto al 2025, contro il +1% della frutta nel complesso.

Consumatori intenti nell’acquisto di frutta – Immagine generata con strumenti di A.I.

Nel progressivo, invece, entrambi segnano +2%. La debolezza dell’uva, quindi, appare soprattutto legata ai volumi: le vendite arretrano sensibilmente anche senza una crescita significativa dei prezzi, mentre la frutta nel suo complesso continua a mantenersi in territorio positivo.