Una scelta che modifica menù e spazi

Oggi le tendenze diventano virali in poco tempo e spesso nascono in maniera improvvisa, ma il solo dining potevamo, in un certo senso, aspettarcelo. E’ sempre più frequente imbattersi in coppie, famiglie, comitive che al ristorante fanno di tutto tranne che interagire tra di loro.

Schiena china sullo schermo del telefono a guardare i social (o le partite), oppure competizioni sulla foto più “instagrammabile” della serata.

Il fenomeno

Il desco, un tempo luogo di ritrovo, di confronto e di narrazione, oggi ha cambiato funzione. Non ci parla, non ci guarda. Da qui la nuova tendenza, mangiare da soli.

Il rientro alla routine rimette in moto i flussi della ristorazione nei centri cittadini, spingendo migliaia di professionisti a pianificare le pause pranzo o le cene veloci post-ufficio. Ma osservando le sale e i dehors, emerge con forza questo nuovo dettaglio sociologico.

Il solo dining, fenomeno dei giorni nostri – Immagine generata con ausilio di A.I.

Beata solitudine

Quello che fino a pochi anni fa veniva percepito come un tabù o un momento di disagio sociale, oggi viene rivendicato come una vera e propria tendenza di lusso, definita dagli esperti di comportamento come il boom del Solo Dining.

Il Solo dining

Forse questo è solo l’epifenomeno, una conseguenza. Probabilemente il punto è che oggi, nonostante il gran fiorire di mezzi di comunicazione, di social sempre più nuovi, ci sentiamo tutti più compressi e stiamo riscoprendo la necessità psicologica di ritagliarci un momento di disconnessione totale dalle notifiche dello smartphone e dalle pressioni del quotidiano, professionali, coniugali, familiari.

Il cibo al centro

Ecco così che il mangiare da soli si trasforma nell’unico spazio di decompressione della giornata, dove il cibo torna a essere al centro dell’esperienza sensoriale senza l’obbligo della conversazione formale.

I ristoratori più attenti stanno modificando l’architettura dei locali per intercettare questa massa significativa di clienti: banconi ampi con vista sulla cucina, sedute singole facenti parte del design e percorsi di micro-degustazione studiati per valorizzare il tempo del singolo pasto.

L’errore da eviatare, da parte dei gestori old school, è proprio quello di guardare con diffidenza il tavolo per uno, ignorando che questo target mostra una fedeltà altissima e una propensione alla spesa premium superiore alla media. I tempi cambiano e bisogna adeguarsi.