Nonostante la crisi gli italiani tornano a mangiare pesce in estate, con consumi pari a 1,2 milioni di tonnellate annue per un valore di 5 miliardi di euro e una spesa che copre l’8% del carrello alimentare delle famiglie. A dirlo sono i dati del Centro Studi di Lega Pesca, da cui emerge che è soprattutto il Mezzogiorno a guidare i consumi, dopo il calo registrato ad inizio anno -4% in quantità e -16,6% in valore che conferma l’orientamento verso prodotti di fascia più economica.

Quanto ai prezzi, secondo Lega Pesca, maggiori oscillazioni riguardano crostacei, gamberi e fresco nazionale essendoci più richiesta ma anche per l’avvio del fermo pesca (da Trieste a Rimini 22 luglio-1 settembre, da Pesaro a Bari 5-15 settembre). La propensione al risparmio delle famiglie mette alla prova soprattutto la ristorazione che risponde con menù tipici a km zero a base di prodotto locale.

Il pesce, quindi, mai come quest’anno, si consuma a casa, come dimostrano i dati degli acquisti nella Grande distribuzione dell’ultimo mese che ‘tengono’ fino al 15 del mese, dopo di che scatta la caccia ai prodotti meno cari, dai lanzardi ai sugherelli, dalle boghe, alle tremore, imbattibili per qualità/prezzo rispetto ai decongelati di importazione.