In Sardegna le zone costiere sono ricche di flora ed esistono spiagge che regalano cose uniche al mondo.
L’aspetto selvaggio ha conservato nel tempo specie e varietà, che oltre ad essere un prezioso indicatore ambientale, sono un volano che muove il turismo e gli appassionati, quindi, portano anche lavoro e occupazione.
Il mantenimento delle specie rare e endemiche si è potuto attuare grazie ad alcune leggi internazionali e regionali, che permettono la tutela del paesaggio. Sono tante le differenze di opinioni per le nostre coste, c’è chi vuole che le spiagge vengano lasciate selvagge e altri che le vorrebbero prive di fiori e di dune, ma ci sono anche coloro che si pongono il problema se è più saggio che al mare regni natura e silenzi o musica e movida.
I confronti fatti con altre realtà sono inaccettabili; di solito sono prese come esempio altre spiagge della penisola, che probabilmente per la loro esposizione geografica e la conformazione dell’arenile, risultano povere di aspetti naturalistici e, di conseguenza, probabilmente si è potuto agire con più serenità, improntando la strategia turistica per le attività estive fatte di alberghi, lidi, discoteche e tante altre simili.
La Sardegna deve conservare e promuovere tutte le sue bellezze naturali e l’uomo ha il dovere di preservare e di trovare i giusti equilibri, quelli per il lavoro e quelli per l’ambiente. La nostra Isola ha già pagato a caro prezzo alcune dissennate decisioni e per il futuro è bene pensare a iniziative più ecocompatibili. Dopo anni che era completamente scomparsa, nella zona dove c’erano le baracche dei pescatori a Torre Grande, è fiorita nuovamente la Eudianthe coeli-rosa.