Gli auguri di buon lavoro ai nuovi Parlamentari e le priorità da attenzionare secondo il presidente dell’Unione Coltivatori Italiani

L’Italia dopo il voto

Le urne hanno ormai sancito la composizione del prossimo Parlamento. Il 13 ottobre ci sarà l’insediamento dei nuovi 200 senatori e dei 400 deputati. A seguire interverrà il Presidente della Repubblica: saranno scelti i presidenti delle Camere ed un nuovo Governo, il 68esimo della storia repubblicana. Auspichiamo che la trafila costituzionale avvenga con la celerità che il momento contingente richiede.

Scenario internazionale

Tra le urgenze da affrontare annoveriamo la nostra posizione internazionale, ormai fin troppo defilata. Non si mette in dubbio il nostro atlantismo ma occorre finalmente trovare le idonee contromisure nei confronti della “Nuova Via della Seta”, strategia espansionista commerciale cinese che vede nel Mediterraneo il proprio porto sicuro. Nella Ue lo scenario non è migliore. Se è vero che l’attualità ci consegna un’Europa frammentata, vittima di un conflitto bellico nelle sue propaggini orientali e a rischio implosione, a ciò occorre aggiungere l’atteggiamento ostile, ormai duraturo e minaccioso, tenuto dai paesi del Nord Europa nei confronti dell’Italia, con anche una componente aggiuntiva costituita dalla crescente attenzione verso il cibo di sintesi proposto dalle multinazionali, a discapito del made in Italy.

Una nuova politica alimentare

Ricordiamo l’attacco al vino, alfiere del made in Italy, da parte dell’Oms e dell’Europa che consente ai Paesi del nord di arricchire il mosto con lo zucchero, il tentativo di varare il Nutriscore che nuocerebbe gravemente alle nostre Pmi senza peraltro informare il consumatore, la mancanza di una vera strategia di tutela dei territori, il fenomeno dell’italian sounding che, si è stimato, danneggia le nostre imprese per 100 miliardi di euro.

Siamo convinti che per superare tutte queste difficoltà sia necessario varare una efficace strategia di difesa, che riconosca alle nostre imprese agricole il fondamentale ruolo di protagonisti della salute ambientale e del suolo, a contrasto di incendi e dissesto idrogeologico oltre che fornitori di beni primari essenziali. Unire le due fasi è l’unico modo di sostenere la nostra ricchissima biodiversità. 

Politica nazionale; tutela della biodiversità e redistribuzione degli aiuti

Abbiamo la consapevolezza di disporre di un patrimonio unico e del know how necessario, che comprende anche le tantissime pmi del mondo artigianale e produttivo che contraddistinguono il nostro modello economico.

Il nostro cibo salutare equivale ad un importante risparmio sociale a tutela della salute, a contrasto del junk food in voga in altri Paesi, ed assicura una qualità di vita unica al mondo. È garanzia di eccellenza e strumento di democrazia perché garantisce la giusta remunerazione per le micro imprese, quelle che assicurano la custodia della biodiversità, che contrastano il dissesto idro-geologico, perché antropizzare significa anche presenza e non abbandono, gestione e coesistenza. Queste aziende, situate soprattutto al centro Sud, hanno un ruolo, un merito che lo Stato italiano non ha ancora del tutto compreso né riconosciuto perché resistere, produrre ricchezza in termini di qualità di vita nelle aree più disagiate del Paese significa anche pagare un prezzo altissimo. Custodire la biodiversità animale, microbi, vegetali, assicura quell’equilibrio vitale senza il quale il danno diviene irreversibile. Per questo chiediamo una più equa redistribuzione a livello nazionale degli aiuti europei sulla base di tali considerazioni, abbandonando quindi il criterio prettamente storico che ha sempre svantaggiato il Sud e le filiere meno strutturate come quella ovicaprina. Sostegno alle produzioni biologiche, baluardo della biodiversità a sostegno della tradizione produttiva ed artigianale del nostro Paese, è quello che chiediamo al nuovo esecutivo.

Le aspettative di oggi

In conclusione, individuati i temi e scelte le priorità, l’esecutivo di fine 2022 ha davanti a sé un cammino non semplice e l’onere di individuare le scelte destinate a portare il Paese nel futuro. Il faro cui tendere oggi è necessariamente il Next Generation Eu.

Ci aspettiamo di vedere politiche a supporto del made in Italy, di quel patrimonio di valori, produzioni capaci di generare ricchezza, salute e prosperità. Le aziende virtuose, quelle che legano il cibo alla protezione del suolo ed alla ricerca della sostenibilità, possono diventare un vero modello produttivo in quanto sposano il territorio con il turismo sostenibile, elevato, colto, garantendo protezione al suolo, al paesaggio ed in definitiva all’ambiente tutto oltre che alle nostre tradizioni culturali e folkloristiche. Ci aspettiamo che anche il comparto della pesca trovi spazio in questa strategia, capace di assicurare salute, prosperità e giustizia.

Registriamo, poi, un pesante ritardo nella individuazione di strumenti atti a sostenere la salvaguardia delle risorse ambientali e la crescita esponenziale degli egoismi di Stato nel contrasto al climate change. Scontiamo il disinteresse verso il tema da parte delle nazioni più inquinanti come Cina, India, Brasile e guardiamo con speranza e grande interesse alla prossima COP di Sharm, prevista a novembre.

Da parte nostra, non possiamo che augurare buon lavoro ai nuovi 600 parlamentari chiamati a guidare la Nazione e ci teniamo ovviamente a disposizione per portare un contributo in termini di idee e di azioni concrete lungo la road map che abbiamo delineato.

Mario Serpillo

Presidente Unione Coltivatori Italiani – UCI