Avviato lo scorso mese il progetto, quinquennale, di rilancio della susina di Dro, messo a punto dal consorzio La Trentina. Il piano spinge sulla sensibilizzazione dei produttori per l’introduzione di nuove varietà virus resistenti già sviluppate, sul raddoppio dei volumi (arrivare a 500 tonnellate da qui al 2020) e su una crescente presenza nei canali della GDO.

Dopo l’ottenimento della certificazione DOP nel 2012, da quest’anno i volumi che hanno ottenuto la certificazione di origine protetta (circa il 60% delle quasi 200 tonnellate complessivamente prodotte) sono stati venduti dalla gdo , e l’operazione è stata un successo, anche commerciale.

I restanti volumi prodotti di susina convenzionale, sono, invece, stati distribuiti nei canali tradizionali locali, ossia Centri agro-alimentari ed esercenti.Il successo del debutto nei supermercati era stato annunciato già dall’andamento della prima parte di campagna quando le giacenze, dopo poco più di una settimana dalla fine della raccolta, terminata il 25 agosto, erano già al 60%.

Le vendite si stanno concludendo in questi giorni, in anticipo di due settimane sui tempi normali. Quest’anno i volumi sono stati leggermente inferiori perché le piante erano un po’ scariche probabilmente per via della scarsa fioritura. In compenso la pezzatura è maggiore rispetto alla passata campagna.

Tra le opzioni allo studio, nell’immediato, anche la possibilità di portare a quota 90% i volumi di produzione certificata (attualmente al 60%) perché già in possesso dei requisiti.