In Italia la superficie coltivata a piante medicinali è di circa 1260 ettari; in Sardegna la superficie dedicata ad essa è veramente esigua.
I tempi di raccolta variano da pianta a pianta, esiste un periodo in cui le piante officinali rendono al massimo “il balsamico”, cioè il periodo in cui le piante offrono i principi attivi: zuccheri, oli essenziali, resine, alcaloidi.

Per la raccolta è bene avere una certa conoscenza per identificare la pianta con certezza. Quando vengono scelte occorre muoversi con particolare attenzione poichè esistono specie in via di estinzione ed altre di elevata importanza scientifica e rare.

Se le condizioni permettono la raccoltaoccorre comunque sempre rispettare l’habitat, lasciare la possibilità alla pianta di poter continuare a vivere e raccogliere soltanto la parte che interessa, conservando semi e radici intatte. La raccolta indiscriminata provoca danni irrimediabili, per questo esistono delle leggi per la protezione e la valorizzazione delle piante officinali.

Nelle campagne possiamo trovare alcune fra le più conosciute, come la borragine, l’ortica, il finocchio selvatico, l’aglio selvatico, la aanna comune, l’asparago selvatico, l’asfodelo, la pratolina, la fumaria, Il cocomero asinino, la cicoria selvatica, la malva e tante altre. Inseriamo la fotografia dell’acanto, iscritta fra le piante officinali. In antichità si riteneva che questa pianta fosse in grado di tenere lontano gli spiriti maligni.