Oristano, periferia e pineta, contenitori naturali di rifiuti. Torangius quartiere di Oristano, una discarica abusiva a pochi passi dalla chiesa di San Paolo e nelle vicinanze del campo sportivo.
La zona della discarica è frequentata da tanta gente, le abitazioni e le attività sportive fanno da cornice nonostante questo persiste il coraggio di alcuni scellerati di liberarsi con disinvoltura dei propri rifiuti. Se dovessimo fare un sopraluogo nelle periferie, noteremmo che non esiste un solo cartello che indichi il divieto di discarica, un avviso che richiami al senso civico, che indichi quali sono le eventuali sanzioni; insomma un deterrente per spaventare, per informare e ricordare alcune norme di civiltà.
Si è fatto tanto per regolarizzare il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti, ogni giorno uomini impegnati nella raccolta, in un sistema logico e organizzato a dare il meglio, nonostante questo si continuano a vedere piccole discariche sparse qua e la nelle zone periferiche della città, alcune persone continuano imperterrite a disfarsi di frigoriferi, copertoni, sanitari, buste.
Viene da pensare, che molte di queste persone oltre la maleducazione e l’ignoranza che li identifica abbiano problemi di altro genere, una sorta di abusivismo per la sopravvivenza, persone che in alcuni casi sono sprovviste di un domicilio, quindi impossibilitate allo smaltimento consentito presso i centri di raccolta, così, utilizzano il metodo peggiore, liberarsi dei rifiuti dove capita, questo avviene di solito nelle strade di periferia, nell’indifferenza totale di tutti, aspettando che l’estate faccia il miracolo.
Complice il gran caldo e il vento, le condizioni ideali per innescare un incendio, per mano dell’uomo, o per auto combustione , “la beffa e il danno”. Ogni anno i vigili del fuoco, e altri enti competenti, intervengono per lo spegnimento e per le bonifiche, nello scongiurare danni a case e a cose.
Degrado e vergogna, discariche in fiamme, e noi tutti ne respiriamo i fumi tossici, e non solo, le periferie da sempre sono anche gli orti della città, dove piccoli appezzamenti di terreno producono le primizie, queste, rischiano di essere contaminate.