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Nasce l'asse europeo dei produttori di carne bovina

19/05/2016 | Agricoltura
Paura per la probabile caduta del 10% dei prezzi alla luce del Ttip

Sta nascendo, spontaneamente, un asse tra produttori di bovini da carne di Italia, Francia, Spagna e Irlanda per difendere il comparto dal disinteresse dell’Unione europea, per richiedere una maggiore tutela negli accordi internazionali di libero scambio (Ttip e Mercosur in particolare), per sospendere l’embargo russo e per discutere una revisione di medio termine della Pac.

Sta nascendo in quanto, secondo uno studio dell’Institut de l’Elevage, l’attuale proposta di accordo di libero scambio transatlantico (Ttip) porterebbe a una caduta dei prezzi delle carni bovine europee del 10%, con un crollo tra il 40 e il 50% per le stalle di vacche nutrici francesi e irlandesi.

Sono alcuni degli aspetti che il Consorzio Italia zootecnica, la Federation national bovine, The Irish farmers association e Asoprovac hanno condiviso nel corso di un vertice a Parigi e che saranno inviati nei prossimi giorni ai commissari europei dell’Agricoltura, Phil Hogan, e alla Salute e sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis.

Il grido d’allarme lascia spazio a uno scampolo di fiducia nei confronti del Ttip perché, qualora venissero riconosciute le indicazioni geografiche, per il marchio Qualità verificata adottato a livello nazionale (con Italia zootecnica a rappresentare il 57% dei poco più di 1 milione di vitelloni da carne allevati), una protezione internazionale sarebbe riconosciuta.

Prezzo della carne bovina e mercati - I prezzi nei principali stati di produzione carne bovina europea di Francia, Italia, Spagna e Irlanda sono tutti al di sotto dei costi di produzione e questa non è una situazione sostenibile; le difficoltà del mercato causate dal divieto russo per motivi politici che nulla hanno a che fare con il settore zootecnico, un aumento della produzione dalla deregolamentazione del settore lattiero-caseario e la caduta dei consumi hanno provocato il crollo generale dei prezzi, influendo direttamente sulle condizioni di vita dei produttori di carni bovine, i cui redditi sono estremamente bassi e oscillano fra i 10mila e i 15mila euro per anno.

I produttori europei di carni bovine hanno invitato la Commissione europea a intraprendere azioni forti sulle seguenti questioni relative al prezzo e al mercato.

Questioni commerciali - I produttori di carni bovine dell'Ue accolgono con favore la decisione di rimuovere temporaneamente le quote tariffarie sulla carne dall'offerta trasmessa recentemente da Bruxelles ai Paesi del Mercosur; vi è una totale opposizione tra allevatori europei a qualsiasi mossa da parte della Commissione europea di negoziare un accordo commerciale con il Mercosur, in quanto è unicamente negativo per il settore europeo della carne bovina. Anche perché consentire importazioni di carni bovine nel mercato comunitario costituisce un tradimento dei consumatori da parte della Commissione, nella misura in cui tali produzioni non riescono a soddisfare le norme Ue di tracciabilità, sicurezza alimentare e i controlli di polizia sanitaria, di benessere degli animali e gli standard ambientali.

La richiesta alla Commissione è quella di difendere il settore in tutti i negoziati commerciali, affermando come principio fondamentale quello in base al quale l'Ue non può accettare le importazioni da Paesi che non riescono a soddisfare gli elevati standard comunitari in materia di tracciabilità, sicurezza alimentare, controlli, benessere animale, facendo attenzione anche alle esigenze legate al cambiamento climatico.

Inoltre le organizzazioni raccomandano alla Commissione di valutare l’impatto di tutti gli accordi commerciali nel settore delle carni, prima di procedere con ulteriori negoziati.

Politica agricola comune - Le organizzazioni hanno sottolineato l’importanza fondamentale dei pagamenti diretti per i redditi dei produttori di carne, raccomandando di valutare la possibilità di una revisione a medio termine della Pac.

Il bilancio della Pac deve essere completamente protetto; i pagamenti direttisono assolutamente fondamentale per i redditi degli allevatori , così come sono estremamente importanti i pagamenti accoppiati e gli altri pagamenti del secondo pilastro, per mantenere animali in grado di dare carne di qualità; i pagamenti del secondo pilastro della Pac e il programma di sviluppo rurale sono un supporto essenziale per contrastare il basso reddito dei produttori di carne bovina e per sostenere le aree rurali degli Stati membri.

Altrettanto importante è che si proceda ad una semplificazione mirata a portare cambiamenti positivi per i produttori, compresa una modifica al greening.