Sempre più diffuso anche se permangono resistenze dovute per lo più al prezzo

Il messaggio sembra essere passato. Il bio fa bene, nutre bene e salvaguarda il territorio oltre a garantire una giusta remunerazione al produttore. Lo confermano i quasi 8 ristoranti su 10 ed i 6 bar su 10 che utilizzano gli ingredienti biologici, soprattutto latte, ortofrutta, farine e uova. 

Risulta capillarmente diffusa anche la presenza di vini bio nella carta dei vini dei locali: l’85% dei ristoratori e più di 7 baristi su 10 hanno affermato di proporre almeno un vino bio. A spingere ristoratori e baristi a possedere prodotti biologici è principalmente una scelta etica (lo dice il 62% dei ristoratori e il 38% dei baristi). Tutto ciò emerge all’indagine di Nomisma per l’Osservatorio Sana, promosso nell’ambito del programma Being Organic in Eu, realizzato da FederBio e Naturland e cofinanziato dall’Ue.

Più della metà dei ristoratori e il 35% dei baristi dichiara poi di usare prodotti bio perché conferiscono una caratteristica innovativa e distintiva al locale grazie al posizionamento premium dei prodotti e le relative caratteristiche organolettiche. Ma tra le motivazioni c’è anche il crescente interesse della clientela: il 25% dei ristoratori e il 34% dei baristi sceglie di inserire prodotti bio nel menù perché i clienti sono attenti a questo valore specifico. Questo ultimo aspetto è certamente legato alla crescita di consumatori bio registrata in ambito domestico: negli ultimi 10 anni sono aumentati di 10 milioni, passando dal 53% della popolazione nel 2012 all’89% nel 2022.

La principale barriera che ristoratori e baristi vedono per il successo del bio riguarda il costo del prodotto: 4 ristoratori su 10 ritengono che sia troppo elevato.


Andrea