Secondo Assitol, in Italia produzione a -30%, e costi record per materie prime e energia

È crisi nera per l’olio extra vergine d’oliva. Dove sono le responsabilità? Innanzitutto nella disastrosa campagna olearia, su cui hanno inciso non poco la siccità e gli episodi di meteo estremo, oltre che dei rincari della materia prima.

A denunciare le criticità del settore è Assitol, l’Associazione Italiana dell’industria olearia aderente a Federalimentare e Confindustria, che già lo scorso autunno aveva preannunciato le difficoltà del comparto.

Il timore è quello paventato mesi fa. A causa della scarsa produzione, il settore rischia di non avere a disposizione la quantità di extra vergine sufficiente a rifornire il mercato nei prossimi mesi dell’anno. L’Italia ha registrato un pesante calo produttivo, pari al 30% in meno di olio. A pesare sui mercati, tuttavia, è stata soprattutto la situazione della Spagna, primo produttore mondiale di olio d’oliva, che ha visto dimezzare i propri quantitativi a causa della siccità prolungata, attestandosi sulle 700mila tonnellate.

Detta contrazione record ha generato l’impennata verso l’alto dei costi della materia prima, cui si sono aggiunti i rincari energetici e quelli del confezionamento. La disponibilità di olio extra vergine, sia in Italia che all’estero, è quindi ai minimi termini. Per giunta, stando alle prime previsioni sulla prossima campagna, il quadro è destinato a peggiorare, a causa del perdurare della siccità ancora in Spagna e in buona parte del Mediterraneo.

Lo scenario, anche in futuro, sarà segnato dalla scarsità di materia prima e da costi di produzione in ascesa, con evidenti ricadute sui consumi. La diminuita disponibilità di olio ed i conseguenti rincari non hanno però fermato le vendite promozionali, mettendo così a rischio i già scarsi quantitativi di extra vergine a disposizione.

In questi mesi difficili, l’olio è ormai diventato un bene prezioso e il ricorso al sottocosto potrebbe anticipare l’esaurimento delle scorte. “Ecco perché ribadiamo l’appello al senso di responsabilità di tutta la filiera, dalla produzione agricola all’industria che rappresentiamo, fino alla Grande Distribuzione, affinché sia possibile garantire l’olio d’oliva sulle tavole degli italiani”, le parole del direttore dell’Associazione degli industriali.


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