Al tempo stesso è il primo Paese importatore. Oltre 1 milione di ettari vocati all’olivocoltura nello stivale

L’Italia è il primo Paese importatore, e al tempo stesso il secondo esportatore mondiale di olio, con circa il 15% della produzione complessiva.

La superficie olivetata italiana si estende su 1.1 milioni di ettari, in gran parte in Puglia, Calabria e Sicilia, ma la produzione olivicola in diverse regioni italiane raggiunge livelli qualitativi eccellenti.

L’annata 2022/2023, purtroppo, si presenta come particolarmente scarsa in termini di volumi a livello nazionale ed europeo. Nel nostro Paese la produzione non raggiunge le 230 mila tonnellate, con un calo del 30% dovuto agli effetti dell’alternanza produttiva, alle alte temperature e in alcune aree all’attacco della mosca dell’olivo.  I numeri della filiera italiana raffigurano comunque un comparto di tutto rispetto: 3.3 miliardi di fatturato (con un peso sull’agroalimentare del 2.2%), 640 mila imprese olivicole, circa 5.000 frantoi e 220 imprese industriali. 

Sono circa 50 i riconoscimenti Dop e Igp, che rappresentano quasi la metà di quelli complessivamente registrati nell’Unione europea, con un valore di 91 milioni di euro (in crescita del 27%).