Tanti i segnali politici ed economici che ci devono far alzare la soglia dell’attenzione

L’incipit del 2023 ci fornisce già alcune indicazioni che, se sistematizzate, ci inducono a pensare che dovremo affrontare un periodo davvero singolare, sulla scia del 2022. Sono tanti gli spunti di riflessione sui quali vorrei soffermarmi da cittadino, da consumatore e soprattutto in qualità di presidente di un’Associazione di rappresentanza del comparto agroalimentare.

La cronaca ci rivela che è in corso un attacco al nostro cibo, quello della tradizione italiana, che siamo abituati a conoscere fin da bambini. Ampliando il concetto si potrebbe persino dire che è la stessa Dieta mediterranea, o per esteso la mediterranean life, a essere finita nel mirino.

Il primo pericolo, la carne sintetica

La carne sintetica, prodotta utilizzando tecniche bioingegneristiche di solito applicate per la sintesi di tessuto vivente nell’ambito della medicina riabilitativa, è un primo stress test per tutto il nostro sistema valoriale e nutritivo. Viene prodotta partendo da un procedimento tecnologico che può anche avere importante utilità, ma non in campo alimentare! Una carne prodotta in laboratorio, in vitro, non ci interessa. Il dibattito si sta allargando e sta assumendo sempre più dimensioni extra scientifiche, con le multinazionali pronte a far incetta di brevetti. Lo scorso novembre la Food&Drug Administration americana ha rilasciato l’autorizzazione a produrre il pollo in laboratorio. Il cerchio, in poco tempo, si chiuderà. È uno degli effetti distorsivi della globalizzazione. No, il cibo del futuro non può esser questo! Gli italiani preferiscono il cibo reale, prodotto da agricoltori o allevatori che per questo vengono remunerati!

Grilli, talpe e chissà cos’altro

L’Unione Europea, croce e delizia, ha autorizzato l’immissione sul mercato di Acheta domesticus, cioè grilli domestici in polvere parzialmente sgrassata. Il grillo domestico è il terzo insetto approvato in UE (dopo le tarme della farina essiccate e la locusta migratoria). I prodotti contenenti questi nuovi alimenti saranno etichettati per segnalare potenziali reazioni allergiche. È vero che i grilli non contengono grassi, si trovano in abbondanza (ma fino a quando, se iniziasse il consumo di massa?) e sono a buon mercato….. ma è questa la direzione giusta? L’Expo aveva già dimostrato che il problema di oggi non è la quantità di cibo a disposizione delle persone, perché non si è mai prodotto così tanto cibo, almeno fino all’inizio della pandemia mondiale. Il punto, allora, è sempre lo stesso; l’accesso al cibo. Ovvero, il capitale, il costo, le risorse economiche che le Comunità hanno a disposizione per procurarsi nutrimento. Alla luce di queste riflessioni, non mi pongo il dubbio se mangiare o meno grilli (ma non scherziamo!), piuttosto mi chiedo perché non affrontiamo mai il tema delle RISORSE???

Etichette: il vino non è come il whisky

È stata autorizzata (sempre dall’Unione Europea…) l’etichetta con un alert sanitario per vino, birra e liquori. Troveremo, quindi, sulle confezioni dei prodotti alcune indicazioni tipo “l’alcool provoca malattie del fegato” oppure “alcool e tumori sono collegati in modo diretto “. Si introduce, quindi, per vino ed alcolici una modalità di etichettatura finora contemplata solo per le sigarette e i prodotti a base di tabacco. La normativa foriera di questa possibilità era stata notificata nello scorso giugno a Bruxelles dalle autorità irlandesi. A fine 2022 è scaduto il periodo di moratoria e così l’Unione Europea ha dato il via libera a Dublino per l’adozione definitiva. Anche questo è da leggersi come un attacco veemente al Made in Italy, alla nostra tradizione. Il nettare del vino, conosciuto fin dai tempi degli antichi romani, non è paragonabile al distillato irlandese. Ha meno di un terzo della gradazione, contiene molto meno alcool e non è affatto dimostrato che un consumo moderato, o comunque regolare, abbia a che fare con l’insorgenza del cancro. Un’aberrazione scientifica, un duro colpo al nostro modo di vivere.

Il 2023 sarà, dunque, movimentato e pieno di battaglie da portare avanti per amore della verità. Io e la mia Organizzazione, l’Unione Coltivatori Italiani, siamo pronti a fare la nostra parte!

Mario Serpillo

Presidente Nazionale Unione Coltivatori Italiani