Xylella, l’Efsa esclude i funghi come causa

Non esiste al momento alcuna evidenza scientifica che comprovi l’indicazione che alcuni funghi, piuttosto che il batterio Xylella fastidiosa, siano la causa primaria della sindrome del disseccamento rapido degli ulivi osservata in Puglia, nel sud dell’Italia.

Non esiste al momento alcuna evidenza scientifica che comprovi l’indicazione che alcuni funghi, piuttosto che il batterio Xylella fastidiosa, siano la causa primaria della sindrome del disseccamento rapido degli ulivi osservata in Puglia, nel sud dell’Italia. È questo l’esito principale di un’analisi condotta dall’EFSA sulla scorta di nuovi studi e di altre informazioni trasmesse all’Autorità.

Non vi è inoltre alcuna evidenza pubblicata in letteratura scientifica che il trattamento della malattia fungina riduca l’insediamento, la diffusione e le conseguenze della Xylella, benché una corretta gestione del campo sia generalmente benefica per la salute delle piante.

Gli studi esaminati dall’EFSA rilevano che i funghi tracheomicotici sono spesso associati all’avvizzimento dell’olivo e potrebbero essere coinvolti nella sindrome del disseccamento rapido dell’ulivo. La ricerca, tuttavia, non stabilisce né dimostra che tali funghi siano la causa primaria del declino degli ulivi.

Nella sua valutazione dei rischi da X. fastidiosa pubblicata a gennaio 2015 l’EFSA ha affermato che gli olivi malati “erano generalmente colpiti da un insieme di organismi nocivi comprendenti X.fastidiosa, diverse specie fungine appartenenti ai generi Phaeoacremonium e Phaemoniella nonché Zeuzera pyrina (falena leopardo)”. I nuovi studi, assieme ad altre evidenze disponibili, suffragano tale affermazione.

La Commissione europea ha chiesto all'EFSA di esaminare gli studi scientifici dopo che essi erano stati citati per suffragare l'ipotesi che i funghi tracheomicotici e non la X. fastidiosa fossero la causa principale del declino degli ulivi in Puglia.

Oltre a esaminare le nuove evidenze e rivisitare studi utilizzati per la loro valutazione del rischio di gennaio, gli esperti EFSA in salute dei vegetali hanno tenuto una riunione tecnica con uno degli autori degli studi per accertarsi di averne compreso appieno i risultati.