Welfare. Rimini: albergo sociale, si resta al massimo tre mesi.

Nasce a Rimini l''"Albergo sociale", una struttura adibita alla residenza temporanea di persone con problematiche di disagio abitativo di tipo emergenziale ma anche a clienti esterni, abituali o di passaggio, a cui offrire accoglienza alberghiera per un massimo di tre mesi.

Nasce a Rimini l''"Albergo sociale", una struttura adibita alla residenza temporanea di persone con problematiche di disagio abitativo di tipo emergenziale ma anche a clienti esterni, abituali o di passaggio, a cui offrire accoglienza alberghiera per un massimo di tre mesi.

La struttura e' operativa da circa 6 mesi e i nuclei familiari gia' coinvolti sono stati 11, ognuno con una storia di vita diversa. La gestione dell'Albergo sociale, che il Comune di Rimini finanzia con un contributo economico annuale di 50.000 euro, e' stato affidato a seguito d'istruttoria pubblica all'Associazione Papa Giovanni XXIII.

"Una volonta' che ha trovato tante volonta''- ha detto il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, presente al taglio del nastro inaugurale a cui, oltre al vicesindaco Gloria Lisi, ha partecipato Paolo Ramonda, presidente dell''associazione Papa Giovanni XXIII- che hanno saputo concretizzare un esempio forse unico in Italia, offrendo l''opportunita' a chi sceglie Rimini per una vacanza di mettersi in ascolto di chi sta vivendo momenti non facili, nella tradizione migliore della nostra accoglienza".

"Ci e' sembrata la miglior risposta- ha detto il vicesindaco Gloria Lisi che oltre alla casa ha la delega al Welfare e Protezione sociale- a un'esigenza sempre piu' presente tra la popolazione a causa dell'aggravarsi della situazione socio economica".

La scelta dell'albergo sociale, spiega una nota di palazzo Garampi corrisponde a "una nuova visione di welfare, per passare da un concetto di permanenza perpetua dei nuclei famigliari in soluzioni reperite dall'Ente Pubblico a un principio di transitorieta', ovvero con tempi certi e definiti di soggiorno, limitando e riducendo i tratti assistenzialistici degli interventi e sviluppando quelli di reinserimento"