Vino, si vende e si consuma di meno

Mercato a rischio per tanti prodotti di fascia medio alta. Si parla di oltre 1 miliardo di euro di mancate vendite

Anche il vino paga dazio alla pandemia di Covid – 19. Complici anche le nuove restrizioni serali, si stima che nel 2020 il vino italiano di qualità perderà il 30% delle proprie vendite nel canale ristorazione nazionale (hotel, bar, ristoranti, pub, wine bar), un canale insostituibile per migliaia di piccole imprese del settore vitivinicolo.

Secondo le stime dell’Osservatorio dell’Unione Italiana Vini (Uiv), il mancato introito peserà quest’anno nelle casse delle aziende per circa 1,2 miliardi di euro, con una diminuzione delle vendite sul segmento per oltre 2 milioni di ettolitri di vino. Ovviamente sconforto e preoccupazione per questa nuova fase recessiva sono ben presenti. Secondo l’Uiv, in particolare verranno attaccati i prodotti di fascia medio alta. 

Ma non basta. Oltre alla perdita nel canale horeca si aggiungono quelle derivanti da blocchi o limitazioni di altre attività che sono direttamente o indirettamente connesse al consumo di vino, come feste, matrimoni, convegni, congressi, fiere e spettacoli, sagre.

Alla luce di questo nuovo scenario, il settore chiede in maniera urgente un incontro con i ministeri e le istituzioni preposte per capire quali potranno essere le azioni da intraprendere in difesa del settore. Tutto il comparto rischia grosso, per non parlare dell’indotto. Lavoratori, produttori di vetro, contoterzisti, enologi.

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