Vino, promozione nei paesi terzi cercasi

La scadenza di giugno è vicinissima ma l’Italia non ha ancora approntato nessuna strategia per promuovere il proprio prodotto di punta, il vino, nei paesi terzi. Non ci sono stanziamenti perché manca il bando di riferimento ma, nei fatti, non esiste al momento nemmeno un decreto recante le modalità attuative della misura da cui i bandi dovrebbero derivare. 

La scadenza di giugno è vicinissima ma l’Italia non ha ancora approntato nessuna strategia per promuovere il proprio prodotto di punta, il vino, nei paesi terzi. Non ci sono stanziamenti perché manca il bando di riferimento ma, nei fatti, non esiste al momento nemmeno un decreto recante le modalità attuative della misura da cui i bandi dovrebbero derivare. 

Tutto questo nuoce alla strategia di posizionamento del brand “vino made in Italy” nel mondo. E’ da tempo che la filiera vitivinicola chiede una revisione del decreto n. 4123 del 22 luglio del 2010, che disciplina le modalità attuative della misura «Promozione sui mercati dei Paesi terzi», al fine di adattarlo meglio alle reali esigenze del comparto. Ma viene auspicata anche la revisione della ripartizione dei fondi tra quota nazionale (oggi al 30%) e quota spettante alle Regioni (70%). 

Detta ripartizione ha spesso colpito i progetti di più ampio respiro, che hanno subìto tagli di notevole entità,  anche superiori al 50% dell’ammontare destinato.