Vinitaly, trionfa l’etichetta locale

L'italiano ama il vino ma non lo conosce: l'85% dichiara di non ritenersi esperto.

L'italiano ama il vino ma non lo conosce: l'85% dichiara di non ritenersi esperto. La scelta di quale etichetta e quale tipologia di vino è quindi strettamente legata ad altre variabili, soprattutto i suggerimenti del sommelier e del ristoratore.

E' quanto evidenzia un'indagine Fipe Confcommercio in occasione di Vinitaly. La ristorazione – sottolinea ancora la ricerca – è decisiva per la scelta di grandi vini: il 70% delle vendite passa infatti dai pubblici esercizi, dalle trattorie ai wine bar. Per quanto riguarda i trend di consumo per tipologia di vino, le bollicine si pongono in pole position nelle preferenze del consumatore italiano, secondo il 48,3% degli intervistati; cala invece la scelta di vini rosati (43,4%) e di vini dolci (43,1%).

Parlando invece di origine dell'etichetta, gli italiani prediligono soprattutto le proposte regionali e locali, che sono in crescita (55,2% degli intervistati). "I numeri che presentiamo a Vinitaly – osserva Lino Stoppani, presidente Fipe – prospettano un quadro discretamente positivo”.

Gli italiani dimostrano di apprezzare sempre più il fuori-casa quale contesto ideale per trascorrere parte del proprio tempo libero privilegiando consumi di qualità: lo testimonia il fatto che, dopo anni con segno negativo, la flessione nella scelta del vino al ristorante si è arrestata.

Gli italiani si dichiarano poco esperti di enologia ma nonostante questo gap dimostrano di apprezzare i nostri vini e continuano ad affidarsi alla professionalità degli operatori della ristorazione per quanto concerne la selezione e scelta di etichette e modalità di consumo: un importante segno di fiducia per il settore e un invito a puntare sempre più sulla qualità delle proposte.