Vinitaly ed Expo per il vino tricolore

Vinitaly passerà ad Expo il testimone del vino italiano per il 2015. La rassegna scaligera ospiterà il salone internazionale del Vino e dei distillati (22-25 marzo, circa un mese prima del solito), ed in quel contesto sarà svelato al mondo il progetto espositivo sul mondo di Bacco del padiglione Italia alla kermesse meneghina. 

Vinitaly passerà ad Expo il testimone del vino italiano per il 2015. La rassegna scaligera ospiterà il salone internazionale del Vino e dei distillati (22-25 marzo, circa un mese prima del solito), ed in quel contesto sarà svelato al mondo il progetto espositivo sul mondo di Bacco del padiglione Italia alla kermesse meneghina. 

A Verona attendono oltre 4.000 espositori su circa 100.000 metri quadrati; sarà il consueto, prestigioso, punto d'incontro tra domanda ed offerta di nettare, occasione per presentare le novità e per approfondire la conoscenza di alcuni mercati di enorme rilievo ma ancora non del tutto "conquistati"; parliamo soprattutto di Cina, Russia, Brasile e Stati Uniti. Ma anche occasione per fare il punto sull'andamento, in senso enologico, dei negoziati per il TTIP, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti attualemente in corso di negoziazione. 

Ci sarà spazio, proprio per affrontare in maniera organica i due punti richiamati sopra, per Opera Wine, in collaborazione con l'autorevole Wine Spectator e per il primo corso di certificazione per specialisti del vino italiano, un'iniziativa che rilascia due livelli di certificazione, Italian Wine Ambassador (IWA) e Italian Wine Expert (IWE). 

Giovanni Mantovani, direttore generale di VeronaFiere, interpreta il pensiero degli imprenditori enologici italiani e si dice ottimista per l'annata in corso. Se nel 2014 si è registrata una crescita del 5% rispetto all'anno precedente in termini di fatturato, le previsioni a breve termine dello scenario mondiale autorizzano un moderato ottismo.

Anche il Ministro Martina, delegato del Governo all'Expo, condivide l'impostazione ed ha ricordato, durante la conferenza di presentazione come il lavoro svolto dal suo dicastero abbia proprio voluto instradare le aziende sul cammino della crescita, grazie al piano sull'internazionalizzazione e la dematerializzazione dei registri vitivinicoli, che toglie burocrazia al business. Vinitaly prima ed Expo poi saranno gli strumenti, ha concluso il titolare di via XX settembre, dell'export italiano in generale e del vino nostrano in particolare, per tutto il 2015. Ricordiamo che il comparto vitivinicolo ha un fatturato di 14 miliardi di euro di cui 5 dovuti all'export.