Verona, cinque ettari di serre fotovoltaiche per l’ortofrutta

L’incontro tra aziende specializzate in energie alternative e mondo agricolo produce sostenibilità a 360 gradi.

L’incontro tra aziende specializzate in energie alternative e mondo agricolo produce sostenibilità a 360 gradi. L’ultima riprova è il progetto delle nuove serre fotovoltaiche realizzate a Verona, in località Caluri di Villafranca, dall’azienda altoatesina “Plose Energy” di Bressanone (Bolzano), specializzata nelle energie rinnovabili ed in particolare nella realizzazione di impianti fotovoltaici.

Un impianto fotovoltaico su cinque ettari di serre, in grado di generare una potenza annua stimata in circa 3.970.000KWh annui pari al consumo medio annuo di energia di oltre 1.200 famiglie con conseguente risparmio di 1.938.150 chili di CO2 immessi nell’aria.

L’energia pulita sosterrà l’attività di una florida attività imprenditoriale nel settore florovivaistico, garantendo la coltivazione, sotto le serre, di diversi prodotti confezionati freschi come rucola, insalata e pomodori distribuiti poi a chilometro zero (in quanto tutta la filiera si svolge sul territorio italiano) in numerosi supermercati d’Italia e ancora la produzione e commercializzazione di piante distribuite in Europa da un noto marchio olandese.

L’opera, realizzata in tempi da primato, è stata inaugurata con il governatore del Veneto Luca Zaia ed il sindaco di Villafranca Mario Faccioli. “Convinti della bontà di questi investimenti che consentono di sommare tra di loro svariati business ed aiutano la salvaguardia dell’ambiente, stiamo sviluppando ulteriori sei progetti similari nell’area del Veronese che dovrebbero portare alla realizzazione di serre su una superficie di quasi 18 ettari con una produzione di energia pari a circa otto MWh e alla creazione di nuovi posti di lavoro – spiega Roberto Padovani, presidente della “Plose Energy”.

“Basti pensare che il solo impianto di Caluri di Villafranca porterà all’assunzione di circa 25-30 dipendenti tra personale diretto e l’indotto che genera”. L'idea è nata qualche anno fa, ma, purtroppo, due anni sono trascorsi inutilmente tra burocrazia e autorizzazioni. Ora in cinque blocchi di 10mila metri quadrati ciascuno, vengono coltivate rose, piante ornamentali, frutta e verdura.