Veneto: blitz Lipu contro il bracconaggio

Sono sbarcati come marines dal mare sulla striscia di terra. Hanno montato indisturbati capanni temporanei e richiami illegali, puntato i fucili verso il cielo, in attesa di aprire il fuoco.

Sono sbarcati come marines dal mare sulla striscia di terra. Hanno montato indisturbati capanni temporanei e richiami illegali, puntato i fucili verso il cielo, in attesa di aprire il fuoco. Grazie a un blitz dei volontari della Lipu, effettuato nei giorni scorsi a Boccasette, comune di Porto Tolle (Rovigo), in pieno Parco regionale Veneto del Delta del Po, l’intero “set” del bracconaggio è stato per la prima volta documentato in una sequenza fotografica visibile al sito www.lipupadova.it/deltapo.html.

I bracconieri, sbarcati da un barchino, avevano montato di buon’ora sulla spiaggia di Boccasette un capanno temporaneo, affiancato da due richiami di enorme potenza rivolti verso il mare aperto, e visibili da molti chilometri di distanza. Dopo aver gettato in acqua alcuni richiami galleggianti, i bracconieri se ne stavano tranquillamente in attesa degli oltre 20mila fischioni e oltre 2mila volpoche, che stazionavano nel mare antistante la spiaggia, per fare bottino e rivendere gli animali a ristoranti e trattorie per “deliziosi” piatti illegali. “Abbiamo subito chiamato la polizia provinciale – raccontano i volontari Lipu – ma gli agenti non si sono presentati. Tanto che i bracconieri, a fine mattinata, hanno deposto i materiali e se ne sono andati indisturbati. Una cosa scandalosa, se si pensa che in una mattina questi personaggi possono portarsi a casa un bottino anche di 300 anatre”.

Nonostante i ripetuti esposti in procura presentati in questi anni dalle associazioni, dunque, l’area continua a ospitare bracconieri incalliti che fanno strage, impuniti, di anatre. “Purtroppo questo splendido territorio che l'Europa ci invidia – dichiara Carlotta Fassina, coordinatrice regionale Veneto della Lipu – diventa ostaggio nei mesi autunno-invernali di quella categoria di cacciatori che fanno della sfrontatezza e dell'impunità i loro migliori alleati. I danni che ne derivano al turismo e alla fruizione locale sono incalcolabili, per un luogo che rischia di essere percepito come degradato e precluso ai visitatori. Chiediamo alle forze dell'ordine di risollevare le sorti del magico delta veneto con il ripristino della legalità e della fiducia nelle Istituzioni”.

“E’ una situazione intollerabile – dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente Lipu – con bracconieri che portano a termine le loro imprese senza che nessun corpo di polizia intervenga per fermarli. Chiediamo alla Regione e alle forze di polizia di inviare subito le pattuglie in zona e di porre fine a questa indecente situazione, che colpisce gli uccelli selvatici in una delle aree più importanti in Italia per lo svernamento. Situazione aggravata, peraltro, dal fatto che tali illegalità si compiono all’interno di in parco regionale”.