Vacanze per molti ma non per gli steward

Tempo di vacanze per gli italiani. E per andare nelle agognate mete del nostro meritato relax capita anche di dover prendere un aereo. Purtroppo non ci chiediamo mai se il personale di bordo è rilassato come noi oppure no. Del resto, mentre noi andiamo in ferie quelle persone stanno lavorando. Ora arriva una ricerca sul campo.

Tempo di vacanze per gli italiani. E per andare nelle agognate mete del nostro meritato relax capita anche di dover prendere un aereo. Purtroppo non ci chiediamo mai se il personale di bordo è rilassato come noi oppure no. Del resto, mentre noi andiamo in ferie quelle persone stanno lavorando. Ora arriva una ricerca sul campo.

Se le vacanze sono il momento migliore per godersi il relax, chi sta dall’altra parte della “barricata” non si può dire che si riposi: un quarto degli assistenti di volo, infatti, è stato ridotto in lacrime a causa delle bizzarrie dei passeggeri a bordo. A rivelarlo è la ricerca del sito web di comparazione di voli www.Jetcost.it che sta ha portato alla luce le esperienze degli assistenti di volo, mostrando gli aspetti più duri del loro ruolo professionale.

Passeggeri rumorosi ed emotivi (69%), passeggeri ubriachi difficili da controllare (61%), bambini urlanti/iperattivi (45%), passeggeri pignoli e lamentosi (30%), passeggeri lascivi e sessualmente inappropriati (17%): queste le tipologie che risultano più sgradevoli secondo gli steward. Stando alla ricerca, il 32% degli assistenti di volo che hanno preso parte al sondaggio ha ammesso di essere stato ridotto alle lacrime dai comportamenti o dai commenti dei passeggeri. Inoltre, il 74% dei rispondenti ha valutato la possibilità di segnalare i passeggeri offensivi per il loro atteggiamento, sebbene soltanto il 6% abbia ammesso di averlo fatto realmente.

La parte peggiore del fare l’assistente di volo per il 38% degli intervistati è perdersi le occasioni importanti con la famiglia e con gli amici, mentre per il  34% assistere i passeggeri a bordo. Per il 21% infine il problema è rappresentato dalla rigida uniforme e dal regime cosmetico.

La ricerca ha coinvolto 2.019 britannici, dai 18 anni in su, che hanno affermato di lavorare attualmente o di aver lavorato come assistenti di volo negli ultimi cinque anni, e 1.000 rispondenti in Francia, Italia, Spagna e Germania (una distribuzione uniforme tra i quattro paesi) e ha individuato i problemi più comuni sul lavoro a seconda del paese. Per i britannici la parte peggiore del lavoro sono proprio i passeggeri (34%), così come per gli spagnoli (27%); per i francesi la rigida uniforme e il regime cosmetico (39%). I tedeschi si lamentano invece dello stipendio (33%). Gli italiani invece trovano problematici i pasti per lo staff (20%).

Non mancano però aspetti positivi del lavoro: per il 32% è “viaggiare intorno al mondo” (32%), per il 27% “la sensazione di essere liberi” e per il 26% “le persone che riesco a conoscere lungo il percorso”. Agli intervistati è stato anche chiesto: “Cos’è che, sopra ogni cosa, ha sviluppato in te il desiderio di diventare assistente di volo?”. La maggioranza dei rispondenti, pari al 47%, ha affermato di essersi iscritta per approfittare della “possibilità di viaggiare e vedere nazioni diverse”, seguito dalla volontà di “staccarsi da un lavoro d’ufficio o da una carriera insoddisfacente” (19%) e dalla “prospettiva di conoscere gente ricca e famosa” (12%).

Photo credit to csmonitor.com