Ue, nuova certificazione elettronica per il bio importato

La Commissione europea ha proposto l’introduzione di nuove regole di certificazione elettronica per i prodotti biologici (in entrata), volte a migliorare la tracciabilità degli alimenti e ridurre il rischio di potenziali frodi.

La Commissione europea ha proposto l’introduzione di nuove regole di certificazione elettronica per i prodotti biologici (in entrata), volte a migliorare la tracciabilità degli alimenti e ridurre il rischio di potenziali frodi. Lo stabilisce il Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1842 della Commissione (del 14 ottobre 2016), che modifica il regolamento (CE) n. 1235/2008 circa i certificati di ispezione elettronici per i prodotti biologici importati e taluni altri elementi, e il regolamento (CE) n. 889/2008 per quanto riguarda i requisiti per i prodotti biologici conservati o trasformati e la trasmissione delle informazioni (Testo rilevante ai fini del SEE).

“Si tratta di un sistema che non solo fornirà una semplificazione operativa così da facilitare gli scambi, ma porterà al contempo ad una maggior fiducia da parte dei consumatori verso i prodotti biologici”, ha dichiarato in un comunicato stampa il Commissario europeo per l’Agricoltura, l’irlandese Phil Hogan.

In termini pratici, il nuovo sistema andrà ad implementare quello già esistente per la tracciabilità degli scambi intracomunitari – Trade Control & Expert System (TRACES) – e sarà introdotto a livello operativo già da aprile 2017. Da quel momento inizierà un periodo di transizione della durata di 6 mesi durante i quali saranno valide contemporaneamente certificazioni elettroniche e cartacee.

Secondo la Commissione europea, una volta avviate, le nuove procedure consentiranno anche di ridurre gli oneri amministrativi per gli operatori e le Autorità, e saranno utili nel fornire statistiche più puntuali e aggiornate circa i traffici di prodotti biologici intra ed extra Ue.