Troppo grassi saturi, a rischio la fertilità maschile

La qualità e la quantità degli spermatozoi umani dipendono fortemente dal tipo di alimentazione.

La qualità e la quantità degli spermatozoi umani dipendono fortemente dal tipo di alimentazione. E’ quanto emerge da uno studio scientifico pubblicato su “Human reproduction” dall’Harvard Medical School di Boston, condotto per quattro anni su 99 maschi con età media di 36 anni (da 18 a 55), divisi tra normopeso, sovrappeso e obesi.

Utilizzando un “Ffg” (acronimo di “Food frequency questionnaire”, cioè questionario della frequenza dei cibi) i ricercatori hanno collegato il tipo di alimentazione con la composizione degli spermatozoi ottenuta tramite gas-cromatografia. Un aumento del 5% di grassi nella dieta è associato a una riduzione del 18% nella conta degli spermatozoi.

Se almeno il 37% delle calorie sono ottenute da grassi e in particolare almeno il 13% da grassi saturi (prodotti caseari, olio di palma, burro, carne rossa, ecc.), viene prodotto il 40% in meno di spermatozoi rispetto a chi sta lontano dai grassi.

Viceversa, è consigliata l’assunzione di Omega 3 (pesce, noci, ribes nero), che favorisce la produzione di spermatozoi di qualità migliore.

Sull’infertilità, precisano però i ricercatori, possono agire anche altri fattori come il fumo, l’abuso di alcol e di sostanze o l’esposizione testicolare a fonti di calore (jeans troppo stretti che mantengono i testicoli vicino al calore della pelvi).

Le misure minime indicate dall’Organizzazione mondiale della sanità parlano di 39 milioni per la conta e 15 milioni per millilitro per la concentrazione.