Tra un anno addio quote latte e l’Italia si scopre non autosufficiente

Tra poco più di un anno e dopo 30 dalla loro entrata in vigore,  il primo aprile 2015 terminerà il sistema delle quote latte e l’Italia “ritiene necessario che venga considerata la situazione particolare di quegli Stati membri nei quali la produzione di latte è largamente insufficiente a coprirne il relativo fabbisogno”.

Tra poco più di un anno e dopo 30 dalla loro entrata in vigore,  il primo aprile 2015 terminerà il sistema delle quote latte e l’Italia “ritiene necessario che venga considerata la situazione particolare di quegli Stati membri nei quali la produzione di latte è largamente insufficiente a coprirne il relativo fabbisogno”.

A sostenerlo la delegazione italiana al Consiglio dei ministri dell’agricoltura dell’Ue, nel dibattito politico sul futuro del settore tenutosi a Bruxelles. E proprio sulle future sfide, l’Italia ha indicato “come principale obiettivo, la necessità di acquisire nuovi mercati e continuare nell’azione di miglioramento della qualità delle produzioni”. Non solo. Per il Rappresentante permanente aggiunto presso l’Ue, Marco Peronaci, “è anche necessario affiancare alle misure esistenti adeguati programmi di promozione” affinchè si creino le migliori condizioni per l’esportazione delle nostre produzioni.

Insomma, per l’Italia “non sono del tutto sufficienti” le misure previste dalla Politica agricola europea in vista della fine delle quote latte. A destare maggiore preoccupazione le prospettive degli allevamenti che operano nelle zone marginali, in particolare quelle montane, che devono affrontare costi di produzione più elevati e la concorrenza di chi opera in condizioni più favorevoli. Critica l’Italia infine sulle misure per fronteggiare le crisi: “sono poco incisive”, ha concluso Peronaci, e vanno rafforzate.