Toscana: le risposte “plurali” ai piccoli allevatori

“Affrontare in una dimensione più ampia i problemi legati ai piccoli allevamenti, perché se il settore centrale è quello agricolo, la soluzione agli aspetti problematici sollevati dalla categoria dei piccoli allevatori, dall’anagrafe del bestiame allo smaltimento della carcasse, dalle

“Affrontare in una dimensione più ampia i problemi legati ai piccoli allevamenti, perché se il settore centrale è quello agricolo, la soluzione agli aspetti problematici sollevati dalla categoria dei piccoli allevatori, dall’anagrafe del bestiame allo smaltimento della carcasse, dalle certificazioni e controlli ai requisiti per la vendita del latte crudo, va trovata in una pluralità di strumenti facenti capo a settori diversi. Si tratta di elaborare un metodo che consenta di muoversi con flessibilità dentro le normative, costituendo un tavolo permanente con gli altri assessorati coinvolti, diritto alla salute, ambiente e urbanistica e aprendo un confronto costante con le associazioni per costruire un sistema”.

Così l’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori ha risposto agli interventi dei tanti allevatori che hanno partecipato in Sala Pegaso all’incontro pubblico sulla piattaforma di proposte per la piccola zootecnia toscana formulata da Legambiente, Aiab e altre organizzazioni e illustrata da Beppe Croce.

All’incontro, presieduto da Maria Grazia Mammuccini, è intervenuto anche il senatore Francesco Ferrante, membro della Commissione parlamentare Ambiente, territorio e beni ambientali che si sta occupando di rifiuti e sottoprodotti degli allevamenti. Le conclusioni sono state affidate all’assessore al governo del territorio Anna Marson. “Snodo centrale per i piccoli allevatori non è tanto il crescere, quanto la costruzione di reti – ha detto ancora l’assessore Salvatori. “E questo significa mercato, ricerca, e progetti di filiera cui sono stati destinati ulteriori venti milioni dopo il buon esito del primo bando che ha visto assorbiti tutti i 25 milioni stanziati. L’impegno della Regione per la costruzione di un sistema c’è, e va mandato avanti con le associazioni sulle varie linee d’azione. Entro metà marzo ad esempio uscirà un bando per investimenti sul pascolo di montagna e nel bosco, presidio fondamentale per il territorio. Il mio è un impegno a fornire delle risposte concrete, come dimostrano le tante adesioni che stiamo raccogliendo sul progetto GiovaniSì in agricoltura”.

“Le piccole aziende cosiddette ‘marginali’ – ha detto l’assessore Marson – soprattutto nell’Appennino e in generale nell’alta collina, sono invece centrali per quanto riguarda la riproduzione del paesaggio e del territorio. Sono a tutti gli effetti una ricchezza per il territorio oltre che per una diversificazione dell’economia”.

“Con le associazioni degli agricoltori – ha aggiunto – c’è già l’impegno a rivedere insieme gli articoli della legge 1/2005 che trattano di territorio rurale. Prima di rivedere la legge, però, dobbiamo costruire insieme una visione strategica complessiva sul futuro dell’agricoltura in Toscana. Ritengo altresì – ha concluso l’assessore Marson – che la Regione Toscana possa promuovere una modalità per garantire ai giovani che vogliono fare agricoltura l’accesso a terreni agricoli ad un costo sostenibile. In tal senso potremmo pensare di trattare con apposito Programma Unitario di Valorizzazione territoriale (Puv) le diverse aree agricole di proprietà degli enti pubblici”.