Toscana: contributi ai proprietari di boschi

FIRENZE – Duecento euro per ettaro, per sette anni, per un totale di 1.400 euro ad ettaro. Andranno ai privati, proprietari dei boschi che in Toscana detengono un milione di ettari, che si impegnano ad effettuare opere di cura e manutenzione forestale (togliere le ramaglie, tenere pulite le radure, tagliare i boschi senza l’utilizzo di macchinari pesanti, dannosi al suolo ecc.) fondamentali per la prevenzione di frane e alluvioni e la difesa dagli incendi. Il plafond complessivo di questa misura, la 225 del Piano di Sviluppo Rurale della Regione, è di 21 milioni di euro.

A questi si aggiungono altri 19 milioni di euro di cui saranno destinatari gli enti locali (Comunità montane, associazioni di Comuni, Province) per opere di sistemazione, consolidamento e prevenzione del disseto idrogeologico nell’arco dei prossimi tre anni in tutta la Toscana. Infine quasi sette milioni di euro di interventi destinati alle province di Massa Carrara e di Lucca per interventi immediatamente cantierabili (i bandi partiranno subito) conseguenti alle frane e alle alluvioni dell’autunno scorso.

Si articola in questi tre filoni principali il piano per la messa in sicurezza del territorio annunciato durante una conferenza stampa dall’assessore all’Agricoltura e foreste della Regione, Gianni Salvadori. L’assessore ha ricordato che la Toscana è la Regione più “boscata” d’Italia, con un milione e centomila ettari di boschi e foreste, delle quali un milione appartengono a privati e circa 100 mila sono in mano pubblica. Di qui l’intervento che l’assessore ha definito “una novità assoluta in Europa sul piano forestale” per incentivare i proprietari dei suoli e dei boschi ad eseguire quelle operazioni di manutenzione che hanno “una valenza collettiva” per la prevenzione del dissesto. Qualche esempio? Ripulire i fossi, riordinare le radure, tagliare i pini e lasciare crescere querce e altre specie autoctone, facilitare la radicazione di alberi di alto fusto, che tengono il terreno, eseguire interventi fitosanitari. In sintesi: effettuare tutti gli interventi che servono a far crescere sano il bosco, possibilmente con specie autoctone (come le querce), evitando che i rami caduti e la boscaglia incolta diventino facile esca di malattie e di incendi, eseguire tutte le piccole opere di manutenzione che fino a qualche anno fa hanno consentito il più efficace sistema di difesa del territorio dal rischio idrogeologico, ed oggi sono state in larga parte abbandonate. I bandi partiranno nei prossimi giorni, le domande dovranno essere fatte entro il 15 maggio agli enti territoriali competenti: Province, Comunità montane, associazioni di Comuni.

Nell’arco dei sette anni di vigenza del piano la Regione effettuerà controlli: si dovrà tenere un registro aziendale di tutti gli interventi e ci saranno almeno tre ispezioni sulla proprietà. Gli altri 19 milioni di euro, che saranno diretti agli enti pubblici, nell’arco di tre anni, varranno per interventi come la sistemazione e il ripristino di briglie sui torrenti, sistemazione e regimazione di corsi d’acqua, sistemazione di frane ecc. Anche in questo caso tempi rapidi per i progetti da parte degli enti locali. Infine, 53 interventi di cui sono stati già assegnati i finanziamenti, per un totale di quasi sette milioni e mezzo di euro, nelle province interessate dalle alluvioni dello scorso novembre: Massa Carrara e Lucca. Nel dettaglio circa 2,8 milioni di euro saranno utilizzati dalla comunità montana della Lunigiana e dall’amministrazione provinciale di Massa Carrara per 22 interventi che vanno dalla manutenzione straordinaria di numerosi corsi d’acqua, al ripristino di opere di difesa delle sponde e dell’alveo quali scogliere, gabbionate e briglie, alla stabilizzazione dei dissesti attraverso sistemazioni idraulico forestali ed alla regimazione delle acque dei ruscelli nelle aree boscate dei Comuni di Massa, Carrara e Montignoso. Altri 4,6 milioni di euro saranno destinati a 31 interventi da realizzarsi da parte delle comunità montane Garfagnana e Media Valle del Serchio e dall’Unione di Comuni Alta Versilia e mirati al ripristino di viabilità forestale, alla regimazione delle acque ed alla stabilizzazione di dissesti che in qualche caso hanno causato interruzioni della viabilità ed il conseguente isolamento di intere frazioni. “In un momento di tagli drammatici ai bilanci, come quello che stiamo vivendo – conclude Salvadori – la Regione ha scelto di destinare una parte cospicua di fondi alla regimazione delle acque e alle opere di prevenzione idraulico forestale. Lo abbiamo fatto con fatica, vista la situazione, ma nella consapevolezza che quella di garantire la sicurezza dei cittadini sia una priorità assoluta e che questi interventi rappresenteranno un investimento per il futuro e serviranno a scongiurare i danni del maltempo nelle prossime stagioni”.