Torre Grande, morte misteriosa di quattro pini

Quattro pini del lungomare di Torre Grande sono stati tagliati. In città nessuno sembra essere al corrente e questo è il lato più misterioso dell'operazione, che ha modificato per sempre il verde del lungomare.

Quattro pini del lungomare di Torre Grande sono stati tagliati. In città nessuno sembra essere al corrente e questo è il lato più misterioso dell'operazione, che ha modificato per sempre il verde del lungomare.

Sembra che gli alberi fossero stati aggrediti da un insetto che si nutre della loro linfa determinandone la morte e che, quindi, il taglio sia stato deciso per paura del diffondersi del fenomeno e per questioni di sicurezza. La cosa strana è che i tronchi sono stati tagliati a una certa altezza e i monconi sono diventati quasi come dei tavolini. Quello che la cittadinanza si chiede è perché il taglio di ben quattro pini è stato compiuto senza informare le persone.

L'ideale, in questa situazione, sarebbe ripiantare altri quattro pini in sintonia con la cultura del verde per ripristinare la bellezza del lungomare che così appare deturpato da questo vuoto che si è venuto a creare. 

I gestori di esercizi ubicati in terreni pubblici sensibili, così come tutti i cittadini, dovrebbero essere aiutati e informati dagli enti competenti e educati a prendere atto dell'importanza del territorio. I pini del lungomare di Torre Grande, sin dall’inizio degli Anni Settanta, hanno elargito fresco, ombra e ristoro a tutti, e sarebbe auspicabile che quelli tagliati venissero al più presto rimpiazzati, magari in una delle tante giornate dedicate agli alberi.

“La natura è l'espressione filosofica che definisce lo stato d’animo dell'uomo che vive e si rallegra della bellezza del territorio”, ci ha detto il responsabile regionale della UNAAT Sardegna, Eligio Mariano Testa, che ha aggiunto anche che “La mancanza di comunicazione, di coinvolgimento, di educazione alla cultura del verde è un grave errore: l’uomo che cresce nel rispetto per l’ambiente invecchia rispettando la vita altrui”.