Tomba dipinta di Mandras, ancora stato di abbandono

Le interrogazioni parlamentari seguite alla pubblicazione sulla rivista Archeologia Viva di un articolo sulla Tomba Dipinta di Mandras (IV mill. a.C.), in cui oltre a sottolineare l’importanza del monumento se ne denunciava lo stato di totale abbandono e degrado, non hanno finora sortito alcun risultato.

Le interrogazioni parlamentari seguite alla pubblicazione sulla rivista Archeologia Viva di un articolo sulla Tomba Dipinta di Mandras (IV mill. a.C.), in cui oltre a sottolineare l’importanza del monumento se ne denunciava lo stato di totale abbandono e degrado, non hanno finora sortito alcun risultato.

L’ipogeo preistorico, dai singolari motivi pittorici circa la casa dei vivi, versa in pessime condizioni. Il monumento è soggetto a costanti allagamenti. Per questa ragione i volontari dell’associazione Paleoworking Sardegna, in collaborazione con la Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano, hanno dedicato a questo ipogeo la sesta edizione del meeting “Archeosperimentare in Sardegna” dal titolo “L’Età del Rosso”.

Tre giornate di conferenze, laboratori didattici sulle tecnologie primitive, percorsi tematici tra i siti archeologici di Mandras e Crabiosu per sensibilizzare i visitatori e le istituzioni sul problema della tutela e salvaguardia dei beni culturali. I temi sono stati affrontati in un tavola rotonda che si è svolta, complice la pioggia, all’interno del riparo sotto roccia di Crabiosu. L’inusuale location ha favorito una forte interazione tra oratori e pubblico sul tema dell’incontro.

L’augurio è che amministratori, curatori e fruitori dei beni culturali interagiscano fra loro nell’ambito di una strategia unitaria, così da far diventare il caso Mandras, un esempio virtuoso a cui ispirarsi nell’ottica di una gestione diversa e più consapevole del nostro patrimonio culturale. Uno sforzo organizzativo di rilievo quello messo in campo dal team di Ardauli anche a giudicare dal significativo coinvolgimento delle altre realtà operanti sul territorio (associazione Tramudas – Asd Escursionismo, Unaat Sardegna, Aniad Sardegna, Ceas Guilcer-Barigadu) e dell’Ente Foreste.

foto di Eligio Mariano Testa – Unaat Sardegna