Terremoto, la solidarietà dei cuochi

È trascorsa poco più una settimana dalla terribile notte del 24 agosto quando il terremoto ha colpito con violenza il cuore dell’Italia, aprendo una ferita che ha segnato profondamente tutta la Nazione, che ha seguito la cronaca degli avvenimenti e si è attivata per prestare gli aiuti possibili. Negli ultimi giorni la terra ha continuato a tremare e gli scavi portano alla luce altre perdite umane, con un bilancio che ad oggi è di 292 morti e 388 di feriti, stando ai dati della Protezione civile.

È trascorsa poco più una settimana dalla terribile notte del 24 agosto quando il terremoto ha colpito con violenza il cuore dell’Italia, aprendo una ferita che ha segnato profondamente tutta la Nazione, che ha seguito la cronaca degli avvenimenti e si è attivata per prestare gli aiuti possibili. Negli ultimi giorni la terra ha continuato a tremare e gli scavi portano alla luce altre perdite umane, con un bilancio che ad oggi è di 292 morti e 388 di feriti, stando ai dati della Protezione civile.

Da tutta Italia la catena solidale si fa sentire. Le iniziative continuano con grande adesione da parte di ristoratori e albergatori, ma anche di intere città, come Torino e Bergamo, che nei giorni scorsi hanno servito in piazza l’Amatriciana solidale per raccogliere fondi.

La FIC-Federazione ItalianaCuochi si è attivata sin dalle prime ore concretamente, tramite il DSE-Dipartimento Solidarietà ed Emergenze, guidato da Roberto Rosati, affiancato da Alessandro Circiello, presidente di FIC Lazio. La grande cucina da campo ha servito migliaia di pasti e i cuochi sono stati emotivamente, non solo operativamente, coinvolti nell’offrire un aiuto e un sostegno morale ai cittadini in difficoltà.

Nelle scorse ore è stata montata una seconda postazione di cucina ad Amatrice e il mandato delle istituzioni al DSE è stato prolungato sino a dicembre. Oltre ai terremotati ci sono anche tutte le persone impegnate nei lavori di soccorso. Le strade sono affollate dai volontari che arrivano a fiumi da tutta Italia e anche dall’estero, ovviamente tramite la Protezione civile e le organizzazioni autorizzate. La cosa più urgente è quella di dare una sistemazione migliore per quanto riguarda gli alloggi.