Tabacco a rischio scomparsa in Italia

In occasione della presentazione del XVI Rapporto Nomisma sulla filiera del tabacco in Italia,  Denis Pantini – direttore Area Agricoltura e Industria Alimentare di Nomisma  -ha ricordato come: “La tenuta della filiera è a rischio.

In occasione della presentazione del XVI Rapporto Nomisma sulla filiera del tabacco in Italia,  Denis Pantini – direttore Area Agricoltura e Industria Alimentare di Nomisma  -ha ricordato come: “La tenuta della filiera è a rischio. Già nel 2012 sono emersi segnali preoccupanti: dal -30% delle superfici coltivate a tabacco, alla crescita del mercato illegale dei prodotti da fumo – pari ormai al 10% dei consumi totali -, con perdite di valore per produttori, distributori ed Erario. Tra l’altro, lo scenario futuro non è incoraggiante. Con la nuova PAC e la revisione della Direttiva Prodotto, la sostenibilità della filiera appare veramente in pericolo”.

 Walter Verini, coordinamento dei parlamentari italiani per la produzione tabacchicola nazionale ha dichiarato: “Ritengo che sino ad oggi la difesa del tabacco italiana sia stata compiuta attraverso una battaglia difensiva quando al contrario sarebbe da condurre all’attacco.Il tabacco si inserisce a pieno titolo nel Made in Italy ed è da tutelare come tale. La qualità del tabacco italiano è di primissimo livello. Occorre una strategia paese a difesa del tabacco italiano che non coinvolga solo la filiera. Questa difesa è da condurre a fianco di un impegno volto alla difesa della salute, all’educazione al consumo. La PAC e la Direttiva Prodotto rappresentano il terreno di mobilitazione, in particolare sia per i tagli previsti negli aiuti diretti per il periodo 2014-2020 che nelle misure della direttiva che si contraddistinguono per un proibizionismo che – in un contesto di buona fede – altro non fanno che alimentare il gusto del proibito, in particolare tra i minori.”

Carlo Sacchetto, Segretario APTI ha sottolineato come nella trattativa sulla riforma PAC è evidente come il tabacco sia stato ingiustamente discriminato. Per Giovanni Risso, Presidente FIT: “la preoccupazione è che con le nuove disposizioni comunitarie si arrivi a un’autentica guerra dei prezzi. Ci preoccupa il forte calo del reddito a favore dei tabaccai. Il 10% dei tabaccai italiani (che sono in totale 56.000) è a rischio chiusura”.

A seguire Luigi Auriemma, Amministratore Delegato OMT Italia ha evidenziato come: “Rispetto all’articolo 38 contenuto nella riforma della PAC è evidente l’ipocrisia riguardo al tabacco. Il prodotto risponde pienamente ai requisiti ma è volutamente escluso. La PAC non basta, occorre intervenire sul mercato. Molto è stato fatto con gli accordi con le manifatture ma occorre intervenire attraverso una semplificazione della filiera per garantire maggiore redditività ai produttori”.

A conclusione Fernanda Cecchini, Assessore Agricoltura Regione Umbria ha ricordato come: “al Ministro Agricoltura chiederemo nell’incontro di vigilare attentamente per la programmazione dei prossimi 7 anni, con un sostegno alle aree tabacchicole. Sostegno che deve affiancarsi a quello rivolto alle aziende. In Umbria il 75% del territorio è tabacchicolo. Per mantenere l’occupazione e la coesione sociale in Umbria come nelle altre Regioni interessate abbiamo bisogno di un intervento specifico”.