Suinicoltura, trovato l’accordo politico

Un accordo per la filiera suinicola è stato firmato l’8 luglio a Mantova tra numerose organizzazioni economiche in rappresentanza di allevatori e macellatori, consorzi di tutela di salumi Dop, associazioni tecniche, organizzazioni cooperative e professionali agricole di Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli V

Un accordo per la filiera suinicola è stato firmato l’8 luglio a Mantova tra numerose organizzazioni economiche in rappresentanza di allevatori e macellatori, consorzi di tutela di salumi Dop, associazioni tecniche, organizzazioni cooperative e professionali agricole di Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, Regioni che da sole rappresentano oltre il 70% della produzione nazionale.

L’obiettivo è quello del miglioramento della qualità del prodotto e la sua valorizzazione attraverso strumenti tecnici e modelli di relazione che garantiscano maggior trasparenza del sistema, per aumentare la fiducia tra gli operatori e le garanzie di un'equa ripartizione del valore tra i soggetti della filiera dei suini. “E' il primo atto – ha detto l'assessore della Regione Lombardia all'Agricoltura, Gianni Fava presente alla sottoscrizione – di una serie di iniziative da parte di Regioni che hanno trovato soluzioni omogenee a problemi omogenei. Il fatto che questa tematica sia condivisa da Regioni differenti, a prescindere dagli orientamenti politici, rappresenta un valore aggiunto e dimostra che finalmente si parla la stessa lingua in un'area che ha una propria omogeneità e che deve affrontare i problemi con serietà e professionalità”.

“In questo momento – ha aggiunto – diamo un segnale forte, voluto da tutte le Regioni presenti, nella direzione di orientare i mercati attraverso regole certe e dare risposte al settore. Se le amministrazioni pubbliche riescono a trovare soluzioni in tal senso, credo che i cittadini possano essere soddisfatti”. L'intesa è stata promossa dagli Assessorati regionali all'Agricoltura delle Regioni maggiormente produttive, a dimostrazione dell'impegno nel sostegno della filiera ed è frutto di un complesso confronto in particolare per quanto riguarda due questioni da tempo irrisolte nel settore: la definizione del “peso morto” di riferimento e l'applicazione del sistema di classificazione delle carcasse richiesto dall'Unione Europea.

Tra gli impegni sanciti, l'applicazione simulata della classificazione delle carcasse nel sistema di pagamento dei suini. Con l'assessore lombardo Gianni Fava hanno presenziato alla firma gli assessori all'Agricoltura dell'Emilia-Romagna Tiberio Rabboni, del Piemonte Claudio Sacchetto, e del Veneto Franco Manzato. L'intesa dovrà essere trasmessa alla Conferenza delle Regioni e al ministero delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali per proporne la condivisione a livello nazionale.

Per l’Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Claudio Sacchetto, “L’obiettivo a lungo perseguito è stato centrato”. L’8 Luglio si è portata a termine con successo la prima tappa di un percorso tecnico interregionale avviato da tempo, un tavolo di concertazione che ha visto la collaborazione sinergica di tutti gli attori della filiera suinicola”. Anche Sacchetto ha sottolineato che “il risultato va letto innanzi tutto in chiave pragmatica, vale a dire nel raggiungimento di un’intesa condivisa sulla definizione del “peso morto” e di “presentazione della carcassa”, senza considerare tutti gli aspetti indiretti legati al miglioramento della remuneratività dei produttori, all’incremento (nel medio periodo) del potere contrattuale da parte del settore, alla maggiore trasparenza e all’elaborazione di possibili misure di attenuazione di questioni croniche insistenti sul sistema. Ma l’esito finale del confronto rappresenta soprattutto, in un’ottica più generale, un caso quasi unico di Regioni accomunate da esigenze comparabili unite dalla forte volontà di affrontare sinergicamente le debolezze –sia economiche che strutturali- della propria filiera di produttori. Al settore suinicolo non si poteva rispondere in modo più soddisfacente, l’unione strategica delle forze da parte delle aree regionali italiane storicamente vocate all’allevamento di suini rappresenta un inizio importante che potrà sfociare in una regia sempre più coordinata ed efficiente con il trascorrere del tempo, con gli Assessori Regionali all’Agricoltura pronti a prestare il proprio sostegno tecnico alle esigenze di questo comparto strategico per l’economia”.

“La conseguenza di questo traguardo – ha commentato Franco Manzato, Assessore del Veneto – si traduce in una maggiore uniformità della carne, che porta a una sempre migliore selezione, oltre ad agevolare gli allevatori nell’ottenere una migliore remunerazione economica ed una semplificazione dei processi commerciali” In questo processo, che coinvolge in prima persona gli allevatori, assumono un ruolo importante anche i macelli, i laboratori di sezionamento, i prosciuttifici e i salumifici. “Le Regioni del Nord – ha affermato Manzato – si sono pertanto accordate al fine di risolvere questi problemi specifici che conducono la suinicoltura italiana ad essere in ritardo con alcune procedure rispetto all’Unione Europea. L’obiettivo ultimo di questa azione è quello di proporre, in un secondo momento, l’adozione del protocollo anche al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, ipotizzandone la condivisione a livello nazionale”. “I firmatari – ha concluso l’assessore – si impegnano inoltre a sviluppare un percorso basato sulla costituzione di una cabina di regia, sulla messa a punto delle necessarie richieste alla Commissione per ottenere nuovi strumenti di classificazione, sulla verifica dei risultati del controllo e della vigilanza, e sulla diffusione dei dati raccolti”.