Sì di Catania ai referendum contro la cementificazione di Roma

"I Comuni devono cambiare atteggiamento e pensare al territorio non come una risorsa da sfruttare ma come un bene da salvaguardare".

"I Comuni devono cambiare atteggiamento e pensare al territorio non come una risorsa da sfruttare ma come un bene da salvaguardare". Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania,  che ha firmato uno degli 8 referendum consultivi promossi dal comitato 'Roma Sì Muove, in particolare quello con cui si chiede di porre un freno al cemento nella Capitale.

"Negli ultimi 40 anni sono stati persi 5 milioni di ettari agricoli – ha ricordato Catania – una tendenza che dobbiamo assolutamente interrompere; uno degli elementi chiave è proprio evitare che sia così facile, com'è attualmente, cambiare destinazione d'uso ai terreni agricoli rendendoli edificabili".

Secondo il ministro "bisogna concentrare lo sforzo della nostra edilizia verso la riqualificazione di quello che abbiamo e smettere di costruire di nuovo". "Roma era ed in parte ancora è uno dei comuni agricoli più grandi d'Italia e io vorrei che rimanesse tale – ha aggiunto Catania – salvando quindi dalla cementificazione i terreni agricoli del territorio comunale come quelli nazionali.

"Si tratta di una sfida fondamentale non solo per il futuro della città di Roma – ha sottolineato il ministro -ma anche dell'intero Paese che è stato deturpato in modo irreversibile da un'edilizia che ha rovinato anche il paesaggio". Catania ha quindi ricordato che presenterà in Consiglio dei ministri un disegno di legge già illustrato il 24 luglio, in modo da valorizzare i suoli agricoli e limitare il fenomeno della cementificazione su tutto il territorio nazionale. "Al momento stiamo raccogliendo, da parte di tutti i soggetti interessati, suggerimenti e proposte per implementare il ddl – ha detto ancora il ministro – larga parte del mondo agricolo e delle associazioni ambientaliste hanno espresso fin da subito un forte apprezzamento per questo progetto, che deve poter contare sul contributo e l'adesione di tutti".