Sequestrato vino comune spacciato per prodotto di pregio

L'Ispettorato Repressione Frodi, Unità Investigativa Centrale, e i Carabinieri dei Nuclei Antifrodi (NAC) del Ministero delle politiche agricole, hanno sequestrato in tutta Italia oltre 30.000 litri di vino comune spacciato per prodotto di qualità, per un valore commerciale di oltre 60.000 Euro.  

L'Ispettorato Repressione Frodi, Unità Investigativa Centrale, e i Carabinieri dei Nuclei Antifrodi (NAC) del Ministero delle politiche agricole, hanno sequestrato in tutta Italia oltre 30.000 litri di vino comune spacciato per prodotto di qualità, per un valore commerciale di oltre 60.000 Euro.  

L'operazione, scattata in oltre 90 punti vendita in tutt'Italia, è coordinata dal Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Roma, Dott.ssa Maria Bice Barborini. Le indagini svolte hanno visto il loro culmine con l'esecuzione del provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Roma ed hanno consentito agli inquirenti di scoprire un vasto fenomeno di frode a danno dei consumatori, finalizzato alla commercializzazione di comuni vini bianchi e rossi sull'intero territorio nazionale, mediante un articolato reticolo di punti vendita ed enoteche, come vini di qualità contraddistinti con nomi di varietà e, in taluni casi, con denominazioni di origine protette.

Gli indagati avrebbero commercializzato il prodotto contrassegnato con sigle e nomignoli (ad esempio CAB SAU o PI NE) evocativi di vini di ben altra qualità e valore (ad esempio CABERNET SAUVIGNON o PINOT NERO). In tal modo, richiamando le varietà più conosciute e apprezzate dai consumatori, ottenevano il massimo profitto dalla vendita dei vini generici sfusi spacciati per vini di qualità. Grazie al tempestivo intervento e al raccordo tra Carabinieri e ICQRF si è potuto sottrarre al commercio il prodotto vinoso, tutelando gli ignari consumatori e la produzione dei vini di qualità che nel panorama agroalimentare italiano rappresentano un'indiscussa eccellenza.