Sepino, un paradiso archeologico a disposizione di 16 pale eoliche

SEPINO (CAMPOBASSO) – E’ un appello drammatico quello di Filomena Zeoli, sindaco di Sepino, il Comune di duemila abitanti in provincia di Campobasso nel cui territorio sorge l’antica città romana di Altilia, uno dei più straordinari monumenti archeologici del nostro Mezzogiorno, risalente al V secolo avanti Cristo.

SEPINO (CAMPOBASSO) – E’ un appello drammatico quello di Filomena Zeoli, sindaco di Sepino, il Comune di duemila abitanti in provincia di Campobasso nel cui territorio sorge l’antica città romana di Altilia, uno dei più straordinari monumenti archeologici del nostro Mezzogiorno, risalente al V secolo avanti Cristo.

La Zeoli, disperata, si rivolge a governo nazionale, parlamento e istituzioni regionali affinché sia con urgenza adottato un provvedimento per tutelare il sito archeologico. Antica città sannitico-romana, la “Pompei del Molise” rischia di vedere installate nei suoi pressi, da un'impresa privata, sedici pale eoliche alte 120 metri, sulla base di una pronuncia del Consiglio di Stato del 5 luglio scorso.

“Far circondare, una pietra preziosa del panorama italiano, da sedici pale eoliche è peggio del peggiore dei tradimenti alla nostra storia e alla nostra civiltà – scrive Antonello Caporale, giornalista del quotidiano “La Repubblica” che ha preso particolarmente a cuore la causa molisana. Anche Vittorio Sgarbi non ha fatto mancare le sue invettive contro questo progetto che rischia di deturpare un luogo magnifico, incredibilmente conservato, totalmente visitabile. “Un luogo mirabile, dove le pietre parlano. Un luogo che ha sentimento, che chiama alla passione – scrive Caporale. Il Consiglio di Stato, due settimane fa, ha deciso che le torri possono essere alzate. Vanificando il miracolo avvenuto nella più piccola regione del nostro Mezzogiorno: l’unione di 136 associazioni e comitati, in una terra dove fratture fisiche e morali sono di casa, nel nome della tutela e della salvaguardia del territorio dai simboli dell’energia eolica. Le pale che portano soldi, pochi ma buoni in tempi di vacche magre, rappresentano una sorta di nuovo colonialismo. Che investe soprattutto i più poveri, cioè il Sud. Non è solo una questione di venti: La classifica delle regioni con la massima potenza installata di eolico è indicativa: prima la Sicilia, con 1.449 megawatt e 1.245 aerogeneratori. Seguono Puglia (1.291 megawatt), Campania (915), Calabria (770), Sardegna (673), Molise (372), Basilicata (279) e Abruzzo (225). Ci sono tutti. Perché il business è abile a calpestare il romanticismo demodé da esaltazione del paesaggio". “E le eliche possono cingere ai fianchi la città romana e magari spingerla verso il cielo, farla volare via e toglierla così davanti ai nostri occhi" – come scrive Caporale. Il Molise ha già pagato un prezzo altissimo all’eolico, in termini di territorio. Domande e progetti investono quasi tutte le amministrazioni comunali. Puglia e Molise già producono più energia di quanta ne consumino. Eppure non c’è storia che tenga: le millenarie rovine di Altilia rappresentano una casuale scenografia per l’ennesimo parco eolico su colline e montagne molisane. C’è di più: non è la prima volta che la magistratura avvia inchieste giudiziarie e Procure meridionali sequestrano cantieri per fatti che legano le lavorazioni in corso con la criminalità organizzata.