Scoperto gene nutriente per migliorare il mais ogm

Si affina sempre di più la ricerca nel campo degli Ogm e l’ultima novità viene da un gruppo di ricercatori britannici e francesi finanziati dalla Ue, che ha identificato il "gene nutriente" preposto a trasferire le sostanze nutrienti dalle piante ai semi. 

Si affina sempre di più la ricerca nel campo degli Ogm e l’ultima novità viene da un gruppo di ricercatori britannici e francesi finanziati dalla Ue, che ha identificato il "gene nutriente" preposto a trasferire le sostanze nutrienti dalle piante ai semi. 

Questa nuova scoperta, presentata nella rivista Current Biology, potrebbe aiutare a incrementare la produzione globale di cibo ed ha anche delle conseguenze sulla sicurezza degli alimenti. Per la prima volta i ricercatori sono riusciti a identificare il gene, chiamato Meg1, che regola la quantità ottimale di sostanze nutrienti che passano dalla madre alla progenie nelle piante di mais.

Meg1, a differenza della maggior parte dei geni che sono espressi sia dai cromosomi materni che paterni, è espresso solo dai cromosomi materni. Uno degli autori dello studio, il dott. Jose Gutierrez-marcos dell´Università di Warwick, ha implicitamente confermato che siamo dinanzi all’ultima novità della genetica in quanto ha detto: "Queste scoperte hanno importanti conseguenze per l´agricoltura globale e per la sicurezza degli alimenti, poiché gli scienziati ora possiedono le conoscenze molecolari per manipolare questo gene mediante la tradizionale riproduzione o attraverso altri metodi per migliorare le caratteristiche del seme, portando ad esempio a una maggiore produzione di biomassa. Questa comprensione di come i semi del mais e di altri cereali, come ad esempio il riso e il grano, si sviluppano è fondamentale, poiché la popolazione globale dipende da questi alimenti base per il sostentamento. Per soddisfare le richieste della popolazione mondiale in crescita negli anni a venire, scienziati e produttori devono lavorare assieme per tutelare e aumentare la produzione agricola."

Un altro autore dello studio, il professor Hugh Dickinson dell´Università di Oxford, ha commentato: "Anche se l´identificazione di Meg1 è già da sola una scoperta importante, essa rappresenta anche un vero progresso sulla strada per svelare i complessi pathway genetici che regolano l´approvvigionamento e il contenuto di sostanze nutritive dei semi."

Questa insolita forma di espressione genetica uniparentale, chiamata imprinting, non è limitato alle piante; esso avviene anche in alcuni geni umani noti per regolare lo sviluppo della placenta per controllare l´apporto delle sostanze nutrienti materne durante la crescita del feto.

Anche se gli scienziati conoscono da molto tempo l´esistenza di tali geni sottoposti a imprinting negli esseri umani e in altri mammiferi, questa è la prima volta in cui un gene analogo che regola la fornitura di sostanze nutrienti durante lo sviluppo del seme è stato identificato nel mondo delle piante. Grazie ai risultati di questo nuovo studio gli scienziati intendono ora concentrarsi su come usare il gene e sulla comprensione del meccanismo mediante cui esso viene espresso allo scopo di aumentare le dimensioni dei semi e la produttività nelle principali colture.

Sebbene la maggior parte delle caratteristiche auspicabili delle colture sono poligeniche, non esiste nessuno strumento per la riproduzione delle piante che permette l´efficiente fissazione di tratti multigenetici nelle generazioni successive. Tra le diverse strategie relative al sistema di riproduzione finalizzate alla fissazione di caratteristiche agronomiche auspicabili, una delle scelte migliori è la produzione clonale di semi. Questa permette la fissazione immediata dell´intero genoma delle piante migliori.