Salute. legionella, ogni anno circa 1.200 persone sono contagiate

In Italia ogni anno in media sono 1.200 le persone contagiate dalla Legionella. A dirlo e' l'ultimo rapporto annuale dell'Istituto superiore di Sanita' (Iss) relativo al 2011.

In Italia ogni anno in media sono 1.200 le persone contagiate dalla Legionella. A dirlo e' l'ultimo rapporto annuale dell'Istituto superiore di Sanita' (Iss) relativo al 2011. "Gli organi piu' colpiti sono i polmoni e i soggetti piu' esposti al batterio sono gli anziani, i maschi, i fumatori, i consumatori di alcool o coloro che soffrono di malattie croniche come trapianti, neoplasie, bronco-pneumopatie, malattie cardio vascolari, diabete o tutte quelle patologie con un effetto immuno-soppressorePer questo la possibilita' di contrarre la Legionella aumenta negli ospedali e nelle case di cura, perche' li' sono presenti piu' malati".

Lo spiega Marina Rotondi, responsabile del Laboratorio analisi cliniche Marilab S.r.l e del laboratorio Marilab Haccp accreditato ACCREDIA. "I dati dell'Iss sono importanti – prosegue l'analista – perche' l'istituto opera una continua sorveglianza sui casi. Ricordiamo che la notifica dei casi di Legionellosi e' obbligatoria, trattandosi di una malattia di classe II che nella forma piu' severa implica un elevato tasso di mortalita'. L'Iss suggerisce le possibili strategie per ridurre al minimo le possibilita' di contaminazione degli impianti idrici, in modo da diminuire la possibilita' di contrarre la malattia".

La Legionella si puo' trovare ovunque ci sia acqua calda ed "e' necessario monitorare costantemente gli impianti idrici e di condizionamento e mettere in atto tutte le possibili misure preventive, negli ospedali, nelle case di cura, nei centri turistico-recettivi, cosi' come raccomandato dalle Linee Guida dell'Iss del 2000 e del 2005, per limitare i livelli di contaminazione".

Il centro Marilab S.r.l. ricerca la Legionella sui campioni d'acqua, agendo "a monte del problema, per prevenire le cause di contagio attraverso un esame attento dei campioni ambientali delle strutture in cui opera". A rischio, secondo la dottoressa, "sono soprattutto le strutture turistico/ricettive, anche perche' gli esseri umani generalmente sono abituati ai batteri presenti negli impianti idrici delle loro abitazioni, ma se cambiano luogo di soggiorno risultano piu' esposti alle possibilita' di contagio".

L'Europa e' molto attenta ad effettuare verifiche sulle strutture alberghiere, e nel caso in cui "l'albergatore non avesse messo in atto tutti i controlli necessari per prevenire i livelli di contaminazione, potrebbe entrare in un registro nero". In caso di cluster (due o piu' casi di legionellosi che si sono verificati nella stessa struttura recettiva in un periodo di due anni) l'Organizzazione mondiale della Sanita' e tutti i Paesi partecipanti alla rete di sorveglianza vengono immediatamente informati.

"Le autorita' sanitarie del Paese in cui si e' verificato il cluster hanno il dovere di intervenire tempestivamente. Le strutture recettive coinvolte nella segnalazione sono tenute alla attuazione di tutte le misure di controllo atte a diminuire la carica di Legionella nell'impianto nei tempi previsti dalle linee guida europee, al fine di evitare di essere inserite nel sito web www.ecdc.europa.eu/en/activities/surveillance/ELDSNet/Pages/Accomo dation%20site%20list.aspx accessibile a tutti e in particolare ai tour operator- conclude Rotondi- che tendono ad escludere la struttura recettiva coinvolta dai loro circuiti turistici".